AgrigentoOggi
  • 🗳️ Città al voto
  • Editoriali
  • Valle dei Templi
  • Turismo
  • Scuola
  • Cinema
  • Cultura
  • Calcio
No Result
View All Result
  • 🗳️ Città al voto
  • Editoriali
  • Valle dei Templi
  • Turismo
  • Scuola
  • Cinema
  • Cultura
  • Calcio
No Result
View All Result
AgrigentoOggi
No Result
View All Result

Home » top3 » Paolo Macedonio emoziona al Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”: il monologo di Gramsci

Paolo Macedonio emoziona al Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”: il monologo di Gramsci

12 Agosto 2026
in top3, Buone Notizie (gusto e bontà)
Share on FacebookShare on Twitter

Paolo Macedonio emoziona al Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”: da Agrigento alle parole di Gramsci

Le parole di Antonio Gramsci, la voce di Paolo Macedonio, lo sguardo rivolto alla città vecchia e, sullo sfondo, i Templi illuminati dalle prime luci del tramonto. È stato uno dei momenti più intensi della serata del Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”, quando l’attore e doppiatore agrigentino, dopo aver ricevuto il riconoscimento, ha scelto di regalare al pubblico una riflessione sul senso di comunità, culminata nell’interpretazione di “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci.

Macedonio è stato premiato per la brillante carriera costruita tra teatro, cinema e doppiaggio, distinguendosi per talento e professionalità e portando il nome di Agrigento in importanti produzioni italiane e internazionali. Tra i suoi lavori anche il doppiaggio legato a produzioni come Il Signore degli Anelli e House of the Dragon. Più recentemente ha interpretato don Luigi Sturzo nella serie “M – Il figlio del secolo”.

Ma, ricevuta la targa, Macedonio ha spostato subito l’attenzione dal proprio percorso personale a una parola pronunciata più volte nel corso della premiazione: “costruire”.

«Noi siamo molto bravi a costruire – ha osservato – costruiamo carriere, rapporti sentimentali, aziende». Poi il passaggio che ha dato un significato diverso al suo intervento: «Ciò in cui non siamo stati più molto bravi è stato costruire il legame tra di noi».

Una riflessione partita dalla sua esperienza di chi vive e lavora anche lontano dalla Sicilia. Secondo Macedonio, mentre resta fortissima la spinta individuale a crescere, affermarsi e diventare un’eccellenza, si è progressivamente indebolita la capacità di costruire insieme una comunità, mettendo ciascuno il proprio talento e le proprie competenze a disposizione degli altri.

«Nel cuore si sente l’obbligo di arrivare in alto, di diventare un’eccellenza», ha spiegato, sottolineando però come «la costruzione della nostra società insieme l’abbiamo lasciata un po’ sbiadire».

Da qui la scelta di affidarsi alle parole scritte da Antonio Gramsci nel 1917, richiamando l’idea della “città futura” e il celebre Odio gli indifferenti.

La voce dell’attore ha quindi lasciato spazio alle parole di Gramsci sull’indifferenza, sulla partecipazione e sulla responsabilità di ciascun cittadino davanti a ciò che accade nella società. Non una semplice lettura, ma una vera interpretazione, accompagnata in sottofondo dalle note della chitarra di Federico Mongiovì.

Il pubblico ha seguito in silenzio fino alle parole conclusive: «Io sono partigiano, io vivo, io odio chi non parteggia, io odio gli indifferenti».

Un momento particolarmente suggestivo anche per il luogo in cui si è svolto. Da una parte Agrigento e la città vecchia, dall’altra la Valle dei Templi, mentre la luce del giorno lasciava lentamente spazio al tramonto. Ad accompagnare l’interpretazione, in sottofondo, le note della chitarra di Federico Mongiovì, che hanno dato ancora maggiore intensità al monologo e all’atmosfera del momento.

L’evento, presentato da Marilena Patti e Stella Magnano, ha alternato la consegna dei riconoscimenti a momenti di musica, racconto e riflessione, in una serata volutamente semplice e misurata, dedicata alle professionalità che attraverso il proprio lavoro contribuiscono a valorizzare il territorio e l’immagine della Sicilia.

Il riconoscimento a Paolo Macedonio è stato uno dei premi assegnati nell’ambito di “Orgoglio Siciliano oltre confine”, ideato dal giornalista e direttore di AgrigentoOggi Domenico Vecchio. Nel corso della serata sono state premiate anche le archeologhe Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci, l’enologo Tonino Guzzo e l’imprenditore Gianofrio Pagliarulo.

Professionalità e percorsi differenti, accomunati dal legame con la Sicilia e dalla capacità di contribuire, ciascuno nel proprio campo, alla valorizzazione del territorio.

Quello di Macedonio, però, è andato oltre il momento della consegna della targa. Ha trasformato un premio alla carriera in una domanda rivolta a tutti: siamo ancora capaci di costruire qualcosa insieme?

Ed è forse questa domanda, rimasta sospesa tra la città e i Templi al tramonto, una delle immagini più forti lasciate da questa edizione del Premio.

Paolo Macedonio emoziona al Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”: da Agrigento alle parole di Gramsci

Le parole di Antonio Gramsci, la voce di Paolo Macedonio, lo sguardo rivolto alla città vecchia e, sullo sfondo, i Templi illuminati dalle prime luci del tramonto. È stato uno dei momenti più intensi della serata del Premio “Orgoglio Siciliano oltre confine”, quando l’attore e doppiatore agrigentino, dopo aver ricevuto il riconoscimento, ha scelto di regalare al pubblico una riflessione sul senso di comunità, culminata nell’interpretazione di “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci.

Macedonio è stato premiato per la brillante carriera costruita tra teatro, cinema e doppiaggio, distinguendosi per talento e professionalità e portando il nome di Agrigento in importanti produzioni italiane e internazionali. Tra i suoi lavori anche il doppiaggio legato a produzioni come Il Signore degli Anelli e House of the Dragon. Più recentemente ha interpretato don Luigi Sturzo nella serie “M – Il figlio del secolo”.

Ma, ricevuta la targa, Macedonio ha spostato subito l’attenzione dal proprio percorso personale a una parola pronunciata più volte nel corso della premiazione: “costruire”.

«Noi siamo molto bravi a costruire – ha osservato – costruiamo carriere, rapporti sentimentali, aziende». Poi il passaggio che ha dato un significato diverso al suo intervento: «Ciò in cui non siamo stati più molto bravi è stato costruire il legame tra di noi».

Una riflessione partita dalla sua esperienza di chi vive e lavora anche lontano dalla Sicilia. Secondo Macedonio, mentre resta fortissima la spinta individuale a crescere, affermarsi e diventare un’eccellenza, si è progressivamente indebolita la capacità di costruire insieme una comunità, mettendo ciascuno il proprio talento e le proprie competenze a disposizione degli altri.

«Nel cuore si sente l’obbligo di arrivare in alto, di diventare un’eccellenza», ha spiegato, sottolineando però come «la costruzione della nostra società insieme l’abbiamo lasciata un po’ sbiadire».

Da qui la scelta di affidarsi alle parole scritte da Antonio Gramsci nel 1917, richiamando l’idea della “città futura” e il celebre Odio gli indifferenti.

La voce dell’attore ha quindi lasciato spazio alle parole di Gramsci sull’indifferenza, sulla partecipazione e sulla responsabilità di ciascun cittadino davanti a ciò che accade nella società. Non una semplice lettura, ma una vera interpretazione, accompagnata in sottofondo dalle note della chitarra di Federico Mongiovì.

Il pubblico ha seguito in silenzio fino alle parole conclusive: «Io sono partigiano, io vivo, io odio chi non parteggia, io odio gli indifferenti».

Un momento particolarmente suggestivo anche per il luogo in cui si è svolto. Da una parte Agrigento e la città vecchia, dall’altra la Valle dei Templi, mentre la luce del giorno lasciava lentamente spazio al tramonto.

Il riconoscimento a Paolo Macedonio è stato uno dei premi assegnati nell’ambito di “Orgoglio Siciliano oltre confine”, ideato dal giornalista e direttore di AgrigentoOggi Domenico Vecchio. Nel corso della serata sono state premiate anche le archeologhe Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci, l’enologo Tonino Guzzo e l’imprenditore Gianofrio Pagliarulo.

Professionalità e percorsi differenti, accomunati dal legame con la Sicilia e dalla capacità di contribuire, ciascuno nel proprio campo, alla valorizzazione del territorio.

Quello di Macedonio, però, è andato oltre il momento della consegna della targa. Ha trasformato un premio alla carriera in una domanda rivolta a tutti: siamo ancora capaci di costruire qualcosa insieme?

Ed è forse questa domanda, rimasta sospesa tra la città e i Templi al tramonto, una delle immagini più forti lasciate da questa edizione del Premio.

Paolo Macedonio

Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp

Previous Post

Sul campo di Ravanusa tre squadre si contendono il trofeo estivo

Next Post

Otto anni di silenzio sulla scomparsa di Gessica Lattuca: l’appello del sindaco e la ferita aperta

Testata iscritta al n.289 – Registro Stampa Tribunale di Agrigento in data 18 Settembre 2009 – Direttore Domenico Vecchio – P.I. 02574010845 – Copyright © 2009 – 2025 – [email protected] Iscrizione ROC n.19023

Per la tua pubblicità su agrigentooggi.it

Copyright © 2023

No Result
View All Result
  • 🗳️ Città al voto
  • Editoriali
  • Valle dei Templi
  • Turismo
  • Scuola
  • Cinema
  • Cultura
  • Calcio

Copyright © 2025

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • 🗳️ Città al voto
  • Editoriali
  • Valle dei Templi
  • Turismo
  • Scuola
  • Cinema
  • Cultura
  • Calcio

Copyright © 2025