AGRIGENTO. Controcorrente Agrigento è al fianco dei cittadini che, ancora una volta, stanno vivendo sulla propria pelle i disagi di una crisi idrica ormai non più tollerabile.
Siamo tra quelli che condividono la rabbia di chi resta senz’acqua e riteniamo che ogni cittadino abbia il diritto di manifestare e far sentire la propria voce. L’acqua è un diritto essenziale e nessuno dovrebbe essere costretto a convivere con un’emergenza che si ripresenta ciclicamente da troppi anni.
Proprio perché condividiamo le ragioni della protesta, riteniamo però necessario interrogarsi sul luogo e sulle modalità con cui la manifestazione viene organizzata.
L’attuale amministrazione comunale non è rimasta a guardare. In queste settimane ha più volte sollecitato gli enti competenti, ha formalmente diffidato AICA per i ritardi nella riparazione delle perdite, per i cantieri lasciati incompleti e per le gravi criticità riscontrate sul territorio, arrivando a ipotizzare responsabilità e sanzioni. Ha inoltre messo a disposizione di AICA l’autobotte comunale, rinunciando a un importante mezzo operativo normalmente impiegato per le attività del Centro Operativo Comunale e per gli interventi antincendio, pur di contribuire concretamente ad alleviare i disagi della popolazione.
A ciò si aggiunge la richiesta del Sindaco di convocare l’Assemblea dei Sindaci dell’ATI per individuare, insieme agli altri Comuni, soluzioni strutturali a una crisi che non può più essere affrontata soltanto in termini emergenziali.
Per questo motivo sorgono legittime perplessità sulla scelta di concentrare la manifestazione davanti al Palazzo di Città.
Se l’obiettivo è ottenere risposte sulla gestione del servizio idrico, appare naturale domandarsi se non sarebbe stato più coerente rivolgere la protesta nei confronti di chi gestisce direttamente il servizio, cioè AICA.
Controcorrente continuerà a sostenere con convinzione tutte le iniziative che abbiano come unico obiettivo quello di garantire agli agrigentini un servizio idrico efficiente e continuo. Allo stesso tempo continuerà a sostenere l’azione dell’Amministrazione comunale, che sta affrontando con determinazione un’emergenza complessa, pretendendo responsabilità da chi gestisce il servizio e lavorando affinché si arrivi finalmente a soluzioni definitive.
L’acqua non ha colore politico. Le responsabilità, invece, devono essere individuate con chiarezza e affrontate da chi ha il dovere e gli strumenti per risolverle.
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