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Home » Cronaca » Corruzione, la Procura chiede il carcere per imprenditore agrigentino

Corruzione, la Procura chiede il carcere per imprenditore agrigentino

28 Luglio 2026
in Cronaca, Favara
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La Procura di Caltanissetta chiede la misura del carcere per l’imprenditore favarese Diego Dino Caramazza, coinvolto nell’inchiesta “Scacco” su “una presunta rete di malaffare radicata all’interno del Comune di Sommatino, svelando dinamiche illecite che spaziavano dalla concussione posta in essere ai danni di piccoli commercianti locali e forestieri fino alla manipolazione delle procedure di affidamento dei grandi appalti pubblici”. I pubblici ministeri hanno infatti impugnato l’ordinanza con cui il gip Lorena Santacroce ha disposto gli arresti domiciliari per il favarese. La richiesta sarà esaminata dal tribunale del Riesame.

Nelle scorse settimane il giudice per le indagini preliminari aveva disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Caramazza e dell’allora sindaco Salvatore Letizia, accogliendo solo in parte le richieste formulate dalla Procura. Adesso i magistrati rilanciano e chiedono l’applicazione della custodia cautelare in carcere. L’imprenditore favarese, inoltre, nei giorni scorsi è stato raggiunto da un secondo provvedimento di arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul presunto appalto “truccato” della strada della Mosella.

Sulla vicenda di Sommatino nei confronti dell’ormai ex sindaco è stato disposto il sequestro preventivo di 15.000 euro che avrebbe ricevuto dall’imprenditore Caramazza. Le indagini erano state avviate da carabinieri dopo l’atto intimidatorio subito, la notte del 9 maggio 2024, dal sindaco pro tempore di Sommatino quando ignoti esplosero diversi colpi d’arma da fuoco contro la sua autovettura.

Il filone in cui è coinvolto il favarese riguarda alcuni lavori eseguiti nella Villa Garibaldi di Sommatino. Secondo la ricostruzione della Procura, l’imprenditore favarese avrebbe consegnato una tangente complessiva di 45 mila euro, destinata, secondo l’accusa, all’allora sindaco, al responsabile dell’Ufficio tecnico e a un professionista incaricato della progettazione. L’obiettivo sarebbe stato ottenere l’affidamento diretto di due lotti di lavori e la promessa di ulteriori incarichi relativi al cimitero comunale.

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Tags: carcereCorruzioneimprenditoreprocura
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