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Home » note ufficiali » Crisi idrica, Carmina: “I rubinetti restano a secco, Schifani revochi il monopolio di Siciliacque”

Crisi idrica, Carmina: “I rubinetti restano a secco, Schifani revochi il monopolio di Siciliacque”

6 Luglio 2026
in note ufficiali
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“La risposta del Governo alla mia ultima interpellanza urgente presentata alla Camera sulla drammatica crisi idrica che continua a colpire Agrigento e gran parte della Sicilia è del tutto insoddisfacente. È stato presentato un lungo elenco di finanziamenti, decreti e interventi, ma è stata completamente ignorata la realtà che vivono ogni giorno migliaia di cittadini: aprono il rubinetto e l’acqua non c’è. Il paradosso è evidente. Lo stato di emergenza per la siccità è terminato, quest’anno gli invasi sono tornati a riempirsi grazie alle abbondanti piogge, eppure la situazione è addirittura peggiorata rispetto al periodo emergenziale. Questo dimostra che il problema non è più la mancanza di acqua, ma il fallimento della gestione amministrativa e politica del servizio idrico da parte del Governo Meloni-Schifani che hanno sprecato centinaia di milioni di euro”. Lo afferma con una nota da deputata del Movimento 5 Stelle, Ida Carmina.

“Nonostante centinaia di milioni di euro siano stati stanziati tra interventi emergenziali, dissalatori e fondi destinati ai gestori, intere comunità in Sicilia ed in Provincia di Agrigento in particolare vivono una situazione drammatica – continua la deputata -. Agrigento, Canicattì, Licata e Porto Empedocle continuano a sopravvivere grazie alle autobotti, solo 150, a dire del Governo, per sopperire ai bisogni di una provincia di oltre 400 mila abitanti che raddoppiano in estate. Autobotti che da strumento straordinario sono ormai diventate il sistema ordinario di distribuzione dell’acqua. Una situazione inaccettabile per un Paese civile, ancora più grave durante un’estate segnata da temperature estreme, con pesanti conseguenze per anziani, bambini ,persone fragili e disabili. I cittadini siciliani pagano già le tariffe idriche tra le più alte d’Italia senza ricevere un servizio adeguato”.

“E adesso rischiano anche di sostenere, in futuro, gli elevatissimi costi della dissalazione. Mentre gli invasi sono pieni oltre il 50% del fabbisogno. È evidente che questo modello non funziona – aggiunge Carmina -. Ho ribadito in Aula anche le gravissime criticità legate al dissalatore di Porto Empedocle. Alla comunità era stato assicurato che sarebbe stato un impianto provvisorio; oggi, invece, è stato trasformato in un’opera definitiva, collocata in un’area di straordinario valore ambientale, paesaggistico e culturale, senza che siano mai stati chiariti fino infondo tutti gli aspetti autorizzativi e ambientali. Restano inoltre forti interrogativi sulla gestione dell’impianto, sullo scarico della salamoia e sull’impatto che questa infrastruttura sta producendo sul territorio”.

“Al tempo stesso continua a destare enorme preoccupazione il ruolo di Siciliacque, che mantiene una posizione dominante, di monopolio, nella gestione della risorsa idrica mentre i cittadini continuano a subire disservizi gravissimi, pagando carissima un’acqua che non arriva nelle case. Per questo lancio un appello al presidente della Regione Schifani: tolga il monopolio a Siciliacque attivando la revoca di una concessione che costa un prezzo irrisorio di 5milioni di euro l’anno e genera soltanto disservizi o acquisti le quote di Italgas. L’acqua è un diritto fondamentale riconosciuto anche dalle Nazioni Unite, non può essere trattata come una semplice merce. Per queste ragioni continuerò a chiedere al Governo interventi immediati e scelte coraggiose. Non è più accettabile che, nel 2026, migliaia di famiglie siciliane siano costrette a vivere senz’acqua pur avendo gli invasi pieni. Su questo non servono autocelebrazioni o elenchi di finanziamenti: servono responsabilità, legalità, trasparenza e risultati concreti”, conclude la deputata del M5S.

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Tags: crisi idricamonopoliorubinetti
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