Accogliendo la richiesta dei legali difensori di esaminare meglio la documentazione, il gip del tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, ha disposto il rinvio al 16 giugno per la gran parte degli interrogatori preventivi dell’inchiesta “Corte dei miracoli”, l’indagine della Procura e della squadra mobile di Caltanissetta su un presunto sistema di corruzione attorno al Cefpas, l’ente di formazione del personale sanitario con sede nella città nissena.
Cinque gli indagati che hanno ottenuto il rinvio di cinque giorni, tra questi l’agrigentino Riccardo Gallo, 58 anni, di Agrigento, deputato regionale di Forza Italia, e poi Roberto Sanfilippo, 56 anni, di Palermo. direttore del Cefpas; Gioacchino Pontillo, 58 anni, di Agrigento, esperto giuridico amministrativo dell’ente; Salvatore Enrico Giambelluca, 76 anni, di Palermo, medico in quiescenza e Pietro Tirone, 60 anni, di Agrigento, legale rappresentante della Sice.
E’ comparso davanti al gip per rispondere alle domande provando a chiarire la sua posizione, invece, Giuseppe Capodieci, 68 anni, di Siracusa, oramai ex direttore generale dell’Asp di Agrigento. Vincenzo Raitano, 67 anni, di Palermo, funzionario regionale in pensione, avrebbe fatto dichiarazioni spontanee, mentre Maria Luisa Zoda, 57 anni, di Caltanissetta, funzionaria del Cefpas, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Secondo l’accusa, Gallo avrebbe esercitato la propria influenza di parlamentare per garantire la riconferma di Sanfilippo alla guida del Cefpas. In cambio, il direttore avrebbe assegnato alla moglie del deputato quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo determinato, con promessa di assunzione a tempo indeterminato, e per consentirle di lavorare ad Agrigento sarebbe stato siglato un accordo quadro tra Cefpas e Asp agrigentina. A siglare quell’accordo sarebbe stato Capodieci, che in cambio avrebbe ottenuto il sostegno politico di Gallo per la nomina a direttore generale dell’Asp di Agrigento e per il mantenimento del ruolo.
Il gip Santi Bologna ascolterà gli indagati e poi deciderà se accogliere o meno le richieste di arresto formulate dai pubblici ministeri. Otto le persone che rischiano la misura cautelare. La Procura ha chiesto il carcere per Gallo, Sanfilippo e Pontillo; i domiciliari invece per Capodieci, Raitano, Tirone, Giambelluca e Zoda.
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