Dieci anni dopo, l’Esseneto ritrova la luce: completata l’installazione delle torri faro
C’erano i cori nella notte, le torce degli smartphone accese in Curva Sud e quella domanda diventata simbolo di una ferita sportiva ancora aperta: “La luce dov’è?”. Dieci anni dopo, la risposta finalmente illumina lo stadio Esseneto.
Di buon’ora, questa mattina, sono state collocate anche le ultime due torri faro completando definitivamente l’opera di illuminazione dell’impianto sportivo di Agrigento. Un momento storico per la città e per l’Akragas, che nel 2015 fu costretta ad emigrare a Siracusa e a rinunciare di fatto alla possibilità di giocare stabilmente la Lega Pro conquistata dopo trent’anni di attesa. Una ferita pesante, che ha avuto conseguenze devastanti non solo sul piano sportivo, ma anche sull’immagine della città.
Per anni si sono susseguite proteste, manifestazioni e promesse rimaste senza seguito. Emblematica la protesta notturna dei tifosi biancazzurri che illuminarono simbolicamente lo stadio con le luci dei cellulari, trasformando quella scena in una delle pagine più amare ma anche più autentiche della storia recente dell’Akragas. Tante amministrazioni comunali non erano mai riuscite ad avviare concretamente un iter capace di portare l’impianto verso l’adeguamento richiesto.
Oggi, invece, le torri faro sono realtà. A incidere in maniera determinante è stato l’impegno della giunta guidata dal sindaco Francesco Miccichè e il lavoro portato avanti dall’allora assessore Gerlando Piparo, che ha seguito l’iter progettuale riuscendo anche a reperire il finanziamento necessario.
Le operazioni di sollevamento non sono state semplici. Ieri si è lavorato in condizioni particolarmente ventose e, per motivi tecnici, le gru Volpe sono state posizionate all’esterno delle mura dello stadio, mentre le torri sorgono all’interno del rettangolo verde. Un intervento delicato, complesso e atteso da anni.
L’Esseneto oggi può finalmente definirsi uno stadio vero. Certo, serve ancora tanto: efficientamento energetico, restyling generale, servizi e manutenzione. Ed è proprio qui che si gioca la partita più importante. Perché ad Agrigento spesso le opere si riescono anche a realizzare, ma ciò che continua a mancare è la cultura della cura e della manutenzione nel tempo.
Dalla prossima settimana inizieranno i lavori per rendere nuovamente fruibile l’impianto. Intanto tutti gli scetticismi, almeno stavolta, sono stati battuti dai fatti.
E adesso tocca all’Akragas SLP fare il resto: tornare a vincere sul campo e riportare il calcio agrigentino nella categoria che merita.
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