AGRIGENTO – Quasi due secoli di carcere. È questa la richiesta complessiva avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo nel processo nato dall’operazione dei carabinieri contro le consorterie criminali di Villaseta e Porto Empedocle.
Le richieste di condanna sono state formulate dai sostituti procuratori Claudio Camilleri, Giorgia Righi e Luisa Bettiol, al termine della requisitoria davanti al giudice Nicoletta Frasca.
Ai vertici delle due organizzazioni, con il ruolo di promotori, sarebbero stati individuati Pietro Capraro e Gaetano Licata per Villaseta, e James Burgio e Salvatore Prestia per il versante empedoclino. L’inchiesta, collocata tra la fine del 2024 e i mesi successivi, ha inoltre acceso i riflettori su due attentati a colpi di kalashnikov: uno contro un negozio di frutta ad Agrigento il 15 dicembre 2024, l’altro contro un panificio a Porto Empedocle il 18 giugno 2025.
Le richieste di pena spaziano dai 20 anni di reclusione per Burgio, Capraro, Licata e Prestia, fino a condanne più contenute per altri imputati. Nel dettaglio: 16 anni per Simone Sciortino, 15 anni e 8 mesi per Salvatore Lombardo, 14 anni per Vincenzo Iacono, 12 anni e 4 mesi per Stefano Fragapane, 12 anni per Cristian Terrana, 11 anni e 4 mesi per Alessandro Trupia, 10 anni e 8 mesi per Antonio Crapa, 6 anni e 8 mesi per Agostino Marrali, 5 anni e 4 mesi per Salvatore Carlino, 4 anni e 4 mesi per Andrea Sottile e Antonio Guida.
Il procedimento trae origine dal blitz eseguito otto mesi fa, che portò al fermo di quattordici indagati e che avrebbe disarticolato un vasto traffico di stupefacenti con ramificazioni tra Agrigento e Porto Empedocle. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, estorsione e detenzione illegale di armi.
Secondo l’impianto accusatorio, due distinti gruppi avrebbero operato nei territori di Villaseta e Porto Empedocle, inizialmente in contrasto e successivamente giunti a un accordo per la gestione delle piazze di spaccio. Un’intesa che avrebbe dato vita a un vero e proprio cartello criminale, con la spartizione delle zone e l’approvvigionamento della droga in base alle aree di competenza.
La posizione di Danilo Barbaro è stata definita con il patteggiamento, mentre Calogero Segretario sarà giudicato separatamente. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Salvatore Cusumano, Teres’Alba Raguccia, Salvatore Pennica, Carmelita Danile e Annalisa Russello.
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