AGRIGENTO – Non è solo uno spettacolo. È un viaggio che parte dalla Valle dei Templi e arriva fino agli Stati Uniti, per poi tornare indietro carico di nuove voci, nuove energie e una lingua diversa: quella inglese. Il Risveglio degli Deirompe i confini e diventa un vero ponte culturale internazionale.
Dopo oltre un anno di lavoro tra laboratori, stage e produzione artistica, il progetto firmato da Marco Savatteri ha debuttato in lingua inglese lo scorso 27 marzo nel campus della Montclair State University nel New Jersey, segnando un passaggio simbolico e concreto: il mito classico che si apre al mondo contemporaneo.
Sul palco, gli studenti di Musical e Opera hanno dato vita a una lettura scenica intensa, capace di alternare introspezione, ironia e commozione, interpretando gli dei dell’antica Grecia con accento americano. Un cortocircuito culturale che funziona e affascina.
La direzione musicale è stata affidata a David Farley, mentre lo stesso Savatteri ha guidato gli studenti in un laboratorio immersivo, accompagnandoli nella scoperta del linguaggio del mito e nella sua attualizzazione. A supporto, anche un cast italiano con Toti Maria Geraci, Davide Maria Incandela, Giulia Tarantino e Matteo Valentini, veri e propri “alter ego” degli studenti americani.
“Un’opera tutta siciliana che diventa parte del programma di una prestigiosa università estera. Emozione infinita”, ha commentato Savatteri, sottolineando la forza di un progetto capace di crescere oltre ogni aspettativa.
Il cuore dell’iniziativa è proprio qui: uno scambio biunivoco tra Sicilia e Stati Uniti, nato nel 2024 grazie alla collaborazione con la professoressa Teresa Fiore e sviluppato insieme ai programmi di eccellenza della Montclair State University. Un percorso che ha già portato studenti americani a vivere ad Agrigento tra prove e spettacoli, immersi nel patrimonio della città.
Determinante anche il lavoro sulla traduzione del libretto, curato da Brianna Coppolino, che ha trasformato l’opera in una versione inglese mantenendone intatta l’anima.
Adesso lo sguardo è rivolto al futuro. Due giovani talenti americani, Tishaun Turner e Lorenzo Hilliard, sono stati selezionati per entrare nel cast dell’edizione 2026, che tornerà a vivere nelle suggestive albe della Valle dei Templi.
E non finisce qui. Sul tavolo c’è già l’idea di una produzione internazionale, con l’obiettivo di portare il patrimonio agrigentino all’estero attraverso nuove tecnologie immersive e collaborazioni accademiche.
Il mito, insomma, non resta fermo tra le colonne doriche. Si muove, cambia lingua, attraversa oceani. E continua a raccontare, oggi più che mai, la sua storia.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp