Salta il vertice ad Agrigento, decisione ancora rinviata: il centrodestra resta impantanato nello stallo
Ad Agrigento slitta ancora il momento della scelta. Il vertice atteso per provare a sciogliere il nodo della candidatura del centrodestra non si terrà: l’onorevole Luca Sbardella, infatti, non è potuto scendere in Sicilia, rimanendo a Roma per questioni personali. Un rinvio che, inevitabilmente, allunga ancora i tempi e lascia sospesa la decisione sul nome da mettere in campo.
Resta da capire se questo ulteriore stop possa rivelarsi un male o, paradossalmente, un’occasione per evitare una scelta affrettata. Di certo, i nomi circolati finora e messi sul tavolo non sembrano avere convinto davvero nessuno, né all’interno della coalizione né fuori.
La situazione, intanto, si fa sempre più pesante. Non solo agli occhi dell’elettorato e dell’opinione pubblica, ma anche secondo molti osservatori politici, che leggono con crescente preoccupazione l’incapacità dei partiti del centrodestra di arrivare a una sintesi. Fratelli d’Italia, forza di governo a Roma e con un peso politico rilevante anche a Palermo, non riesce a esprimere un nome condiviso. Ma lo stesso discorso vale anche per gli altri partiti della coalizione: Lega, Mpa e Forza Italia continuano a non trovare una figura capace di mettere tutti d’accordo, senza veti incrociati e senza resistenze interne.
Il risultato è uno stallo preoccupante, che rischia di indebolire ulteriormente il centrodestra proprio mentre il tempo scorre e la campagna elettorale entra nel vivo.
In questo scenario, a trarre vantaggio è soprattutto l’area progressista, che a questo punto farebbe bene ad accelerare sul terreno dei programmi e della presenza sul territorio: meno social e più quartieri, meno schermaglie e più contatto diretto con i cittadini. È una linea che, in parte, Di Rosa porta avanti già da mesi.
Un discorso a parte riguarda Calogero Firetto. Da un lato continua a dichiararsi non candidato o comunque in attesa; dall’altro, attorno al suo nome si registra una spinta crescente da parte di sostenitori e ambienti che vedrebbero in lui una possibile soluzione, soprattutto nel caso di una rottura definitiva del centrodestra. Ma anche questa ipotesi aprirebbe interrogativi politici tutt’altro che secondari: significherebbe, di fatto, riportare indietro le lancette di cinque anni e ripartire da una figura che l’elettorato, nell’ultima tornata amministrativa, aveva già sonoramente bocciato.
Insomma, mentre il centrodestra continua a rinviare, Agrigento resta in attesa di capire chi avrà davvero il coraggio e la forza di rompere l’impasse.
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