“Il maresciallo Giuliano Guazzelli è il simbolo della lotta alla criminalità organizzata in provincia di Agrigento. Un uomo che ha dedicato la sua carriera a questa terra, pur non essendo siciliano. Ha dedicato la sua esistenza sacrificandosi perché questa fosse una terra migliore. Oggi lo ricordiamo, ricordiamo il suo messaggio, ricordiamo i valori che ci ha insegnato e ricordiamo che è necessario non abbassare l’attenzione sul contrasto alla mafia”. Così il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Nicola De Tullio, nel corso della ricorrenza del 34° anniversario dell’uccisione del maresciallo maggiore “aiutante” dei carabinieri Giuliano Guazzelli, il “mastino”, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, assassinato dalla mafia il 4 aprile 1992.
Il primo appuntamento si è svolto nella Rettoria di San Nicola di Agrigento, dove è stata officiata una Santa Messa dal cappellano militare della Legione Carabinieri “Sicilia”, don Salvatore Falzone. Presenti i familiari del decorato, il prefetto Salvatore Caccamo, le massime Autorità civili e militari della provincia e i magistrati in quiescenza che hanno condiviso parte del loro percorso con il sottufficiale caduto nell’adempimento del proprio dovere. Alla cerimonia ha preso parte anche una rappresentanza della locale Associazione nazionale Carabinieri in congedo.
A metà mattinata, sul viadotto Guazzelli, di fronte il quartiere di Monserrato, luogo dell’agguato si è tenuta una breve ma toccante cerimonia commemorativa, con la presenza di un picchetto d’onore e le note del “silenzio”, scandite dal trombettiere del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”. Dopo un momento di raccoglimento, impreziosito dalla benedizione impartita dal cappellano militare, è stata deposta una corona di alloro presso la lapide commemorativa.
Per la tragica scomparsa del maresciallo maggiore “aiutante” Giuliano Guazzelli, venne tributata alla vittima del dovere la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione: “Sottufficiale di elevatissime qualità professionali, impegnato in delicate attività investigative in aree caratterizzate da alta incidenza del fenomeno mafioso, operava con eccezionale perizia, sereno sprezzo del pericolo ed incondizionata dedizione al dovere e alle Istituzioni, fornendo costanti e determinanti contributi alla lotta contro la criminalità organizzata fino al supremo sacrificio della vita, stroncata da proditorio ed efferato agguato criminale. Eccelso esempio di preclare virtù civiche ed altissimo senso del dovere”. Agrigento, 4 aprile 1992.

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