Dopo il primo intervento sul tema della rigenerazione urbana, gli architetti continuano a offrire il proprio contributo ai candidati a sindaco della Città dei Templi affinché possano essere adottate proficue politiche per il superamento delle tante criticità che affliggono il territorio agrigentino. «La seconda tappa – dichiara il presidente dell’Ordine, Rino La Mendola – è riservata alle politiche necessarie per superare il gap infrastrutturale del territorio agrigentino e il pessimo rapporto tra le preziose risorse ambientali del territorio e le strutture turistico ricettive». La città di Agrigento possiede un immenso patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale che il mondo ci invidia. Un patrimonio che non riusciamo a capitalizzare per attrarre un turismo stanziale, che potrebbe garantire ricchezza diffusa alla comunità agrigentina. Le criticità sono da ricercare in un carente sistema turistico-ricettivo che non ha un buon rapporto con le più importanti risorse del territorio e soprattutto nel gap infrastrutturale, che rende difficilmente raggiungibile il territorio agrigentino.
Strutture turistico-ricettive collocate in zone non attrattive del territorio. «Per quanto riguarda il primo tema – afferma Rino La Mendola – sottolineiamo da tempo che è assurdo confinare i turisti in zone commerciali e poco attrattive, come Villaggio Mosè, che non hanno alcun rapporto immediato né con la Valle dei templi, né con la costa e neanche con il centro storico: il turista che viene ospitato negli alberghi di Villaggio Mosè porta sempre con sé un’immagine squallida della Città dei Templi, che appanna il ricordo delle straordinarie risorse paesaggistico-ambientali della nostra terra. Il tema dovrebbe essere affrontato e superato con un nuovo strumento urbanistico per la città che individui, compatibilmente con i vincoli paesaggistici e ambientali a cui è sottoposto il territorio, zone turistico-ricettive più idonee ad attrarre il turista che visita Agrigento, con un migliore rapporto con la Valle dei templi, con la costa e con le altre risorse paesaggistico-ambientali. Contestualmente dovrebbero essere incentivate le strutture di B&B o di Case Vacanza in seno al centro storico con le detassazioni e i servizi, come i parcheggi ai margini del centro storico, che abbiamo trattato con il nostro precedente contributo dello scorso 30 marzo, sul tema della rigenerazione urbana».
L’aeroporto di Licata e la Gela-Castelvetrano per superare il gap infrastrutturale. «Agrigento – continua il presidente degli architetti – tra le città capoluogo della Sicilia, è quella che soffre maggiormente di un gap infrastrutturale che continua a tarpare le ali a un auspicato rilancio socio-economico della città, fondato sulla capitalizzazione delle straordinarie risorse culturali, paesaggistiche e ambientali del proprio territorio. Agrigento è difficilmente raggiungibile sia su strada gommata che su strada ferrata, non dispone di un sistema portuale in grado di garantire l’attracco delle grandi navi commerciali e da crociera e non è servita da un aeroporto raggiungibile in meno di un’ora, come sono invece gran parte delle città capoluogo di provincia nel resto del Paese. Per superare questo gap sarebbe necessario un piano di investimenti infrastrutturali che imporrebbe il reperimento di risorse ingenti, difficilmente disponibili; piano che sarebbe in qualche modo subordinato alla realizzazione del ponte sullo Stretto».
«Ecco dunque che – aggiunge La Mendola – al di là della necessità di diffidare i soggetti responsabili dei paradossali ritardi dei lavori di ammodernamento della Statale 189 Palermo-Agrigento a completare immediatamente i lavori, ricorrendo anche ad eventuali rescissioni contrattuali in danno ai responsabili- le due opere prioritarie a cui puntare nell’immediato sono la Gela-Agrigento-Castelvetrano e l’aeroporto nella Piana di Licata – . La prima (Ammodernamento Statale 115), il cui progetto dell’Anas è in avanzato corso di esecuzione, chiuderebbe l’anello autostradale siciliano, servendo proficuamente il territorio agrigentino. L’aeroporto, fruendo dei collegamenti veloci garantiti dalla sopra citata arteria stradale, sarebbe la soluzione più idonea e immediata per ridurre il gap infrastrutturale del territorio agrigentino. Lo scalo infatti, quale struttura puntuale, potrebbe essere realizzato in pochi anni e costerebbe meno di tre chilometri di autostrada».
«Il Libero Consorzio Comunale ha già redatto un dettagliato studio di fattibilità dell’infrastruttura, già all’esame dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), che, nel corso dell’istruttoria, ha già rilevato l’adeguatezza del sito scelto sia da punto di vista geomorfologico che anemometrico. A nostro avviso, l’aeroporto diventerà comunque una realtà solo quando tutte le forze politiche, a prescindere dai colori di partito, uniranno le forze per spingere lungo la stessa direzione, abbandonando la cultura dei veti incrociati che, per troppo tempo, ha tarpato le ali al rilancio socio-economico della Città dei templi. In queste dinamiche, sarà importante il ruolo dei sindaci del nostro territorio, primo fra tutti quello di Agrigento, che dovrà far sentire forte la voce dei cittadini. L’Ordine degli architetti – conclude La Mendola – sarà a fianco delle istituzioni, delle componenti della società civile e dei parlamentari che crederanno in questo progetto, a prescindere dalla loro collocazione nei vari schieramenti politici. In tal senso, ci piacerebbe rilevare posizioni chiare, nel merito, dai candidati a sindaco di Agrigento».
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