Dopo il Liceo Empedocle, nuovo appuntamento del progetto tra scuola e territorio. Presente anche la direttrice del carcere di Agrigento.
AGRIGENTO – Tre minuti possono cambiare tutto. È da qui che parte il nuovo incontro del progetto “Tre Minuti”, che continua a coinvolgere gli studenti della provincia in un percorso fatto di letteratura, confronto e consapevolezza.
Dopo l’appuntamento al Liceo Empedocle, è stata la volta degli studenti dell’Istituto Gallo-Sciascia, dove l’autore Andrea Cirino ha portato il suo racconto e il suo personaggio immaginario, Benni, a confronto diretto con i ragazzi.
Ad accogliere relatori e studenti la dirigente scolastica Giovanna Pisano, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione e l’attenzione dimostrata dagli studenti, sottolineando il lavoro delle docenti coordinatrici e la sensibilità dei ragazzi verso tematiche letterarie e sociali.
Un incontro che ha intrecciato più voci e più esperienze. Oltre all’autore, sono intervenuti la direttrice della Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, Anna Puci, Stefano Papa, direttore dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, don Giuseppe Pontillo direttore dei Beni culturali ed ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento ed ex parroco della cattedrale di San Gerlando, il giornalista e direttore di AgrigentoOggi Domenico Vecchio e il regista Giovanni Volpe.
Volpe ha dialogato con gli studenti immaginando una possibile trasposizione teatrale del romanzo, rispondendo alle curiosità dei ragazzi sulla costruzione scenica e narrativa. La direttrice Puci ha invece offerto uno spaccato autentico della vita all’interno del carcere, raccontando episodi e sottolineando il valore del lato umano che non può mai venire meno. Don Pontillo ha posto l’accento sul ruolo della Chiesa e del cappellano, figura che spesso si fa carico delle richieste dei detenuti, anche al di là delle appartenenze religiose.
Al centro, però, resta il racconto di Andrea Cirino, capace di portare gli studenti dentro una realtà complessa come quella carceraria, pur non avendola vissuta direttamente, ma ricostruita con profondità e sensibilità narrativa.
Nel suo intervento, Domenico Vecchio ha posto l’attenzione sul valore del tempo e della libertà, trasformando il titolo del libro in una chiave di lettura più ampia:
“Tre minuti passano in fretta, ma in tre minuti può succedere qualcosa che cambia tutto”. Un intervento che ha toccato il tema del tempo e della libertà, mettendo i ragazzi davanti a una domanda semplice quanto decisiva: quanto vale davvero il tempo quando siamo liberi? “Il tempo – ha sottolineato – può diventare occasione di crescita, di riflessione, perfino di rinascita. Questo libro parla di scelte, di errori, ma soprattutto di seconde possibilità”.
E poi l’invito diretto agli studenti:
“Avete una cosa enorme: il tempo e la libertà. Usateli bene. A volte bastano tre minuti per prendere la strada giusta o quella sbagliata”.
L’incontro si inserisce nel più ampio progetto promosso con il patrocinio del Provveditorato agli Studi di Agrigento, che continua a coinvolgere diversi istituti del territorio, mettendo al centro i giovani e il loro rapporto con le storie, le scelte e il futuro.



Sintesi del libro “Tre Minuti” di Andrea Cirino
“Tre Minuti” è un romanzo che ruota attorno al valore del tempo e al peso delle scelte, raccontando come anche un istante apparentemente breve possa cambiare il corso di un’intera vita.
Attraverso il personaggio di Benni, Cirino accompagna il lettore dentro una realtà complessa e spesso invisibile: quella della detenzione. Il carcere diventa così non solo uno spazio fisico, ma anche un luogo interiore in cui si confrontano errori, rimorsi e possibilità di riscatto.
Il cuore del racconto sta proprio nel significato dei “tre minuti”: un tempo minimo, ma sufficiente per prendere decisioni decisive, per sbagliare o per scegliere una strada diversa. In questo senso, il romanzo si trasforma in una riflessione profonda sulla responsabilità individuale, sulla libertà e sulle seconde occasioni.
Con uno stile diretto e coinvolgente, Andrea Cirino costruisce una narrazione capace di parlare soprattutto ai giovani, invitandoli a fermarsi, riflettere e comprendere che ogni scelta, anche la più piccola, può avere conseguenze importanti.
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