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Home » dalla città » “Dalla Valle dei Templi il grido di pace delle donne”: Inner Wheel scrive ai Grandi della Terra

“Dalla Valle dei Templi il grido di pace delle donne”: Inner Wheel scrive ai Grandi della Terra

16 Marzo 2026
in dalla città
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In un inizio di 2026 segnato da conflitti che scuotono le fondamenta dell’umanità, l’Inner Wheel Club di Agrigento ha lanciato un appello solenne. Attraverso una Lettera Aperta indirizzata, tra gli altri, al Presidente Sergio Mattarella, alla Premier Giorgia Meloni e a Sua Santità Papa Leone XIV, le socie hanno dato voce a quello che definiscono il “Grido della Concordia”.
L’iniziativa nasce in concomitanza con la Sagra del Mandorlo in Fiore, una festa nata proprio per celebrare la pace e il ritorno alla vita. Per il Club agrigentino, questa sfida è un dovere morale che non può essere ignorato.
Nel testo inviato alle istituzioni e alla stampa nazionale e internazionale, le donne dell’Inner Wheel esprimono un netto rifiuto alla logica della violenza: “Vi scriviamo per condividere un grido di dolore e di ribellione morale che nasce davanti all’orrore indicibile del conflitto che sta sconvolgendo l’umanità in questo inizio di 2026”. – si legge nella lettera. “È un appello – scrivono – che nasce dall’immedesimazione profonda con le madri, le mogli e le famiglie che in questo momento subiscono l’atrocità della distruzione totale”.Dalle pietre millenarie della nostra Valle dei Templi, dal Tempio della Concordia… si alza un rifiuto netto alla logica del terrore e della guerra e una richiesta disperata di umanità e pace. Ci auguriamo – aggiungono – che la nostra voce non resti isolata in questa settimana dove è stato acceso il tripode dell’amicizia tra i popoli”.
L’appello non si ferma ai confini nazionali. È stato infatti inviato alla sede centrale dell’International Inner Wheel a Londra con l’oggetto: “Urgent Appeal for Peace from Agrigento Club (Italy) – District 211”. L’obiettivo è mobilitare una delle più grandi organizzazioni femminili di servizio al mondo affinché il messaggio di pace diventi “inarrestabile”.

Ecco il testo integrale della lettera

Appello Urgente:

DALLA VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO, IL GRIDO DELLE DONNE, IL RICHIAMO DELL’INNER WHEEL CLUB DI AGRIGENTO CONTRO GLI ORRORI E LE ATROCITA’ DELLA GUERRA E LA RICHIESTA DI PACE

Illustre Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli Rappresentanti del Governo, Eminenze Reverendissime.

Vi scriviamo dal cuore pulsante del Mediterraneo, in una Sicilia che proprio in questi giorni, tra il bianco candore dei mandorli in fiore, celebra la Settimana della Concordia tra i Popoli. Noi, socie dell’Inner Wheel Club di Agrigento, parte di una delle più grandi organizzazioni femminili di servizio al mondo, eredi di una tradizione di servizio e solidarietà che pone la comprensione internazionale tra i suoi pilastri fondanti, come custodi della vita, madri e cittadine, avvertiamo l’urgenza morale di dar voce ad un sentimento di profonda angoscia e, al contempo, di indomita speranza. Questo non vuole essere un semplice comunicato, bensì un grido di dolore e di ribellione morale che nasce davanti all’orrore indicibile del conflitto che sta sconvolgendo l’umanità in questo inizio di anno 2026. La nostra è una lettera aperta, pensata e scritta all’ombra del Tempio della Concordia. Un appello che nasce da una sensibile immedesimazione profonda con le madri, le mogli, le figlie, le sorelle, e le famiglie che in questi giorni subiscono il terrore, la violenza, l’atrocità della distruzione totale. Oggi, mentre qui, sulla nostra meravigliosa collina dei Templi, arde il Tripode dell’Amicizia e gruppi folcloristici, di ogni nazione, danzano in un’armonia di colori e lingue diverse, fuori dai nostri confini il mondo sta sprofondando in una oscurità che credevamo sepolta.

Con la musica e sotto la luce di Agrigento in festa, il contrasto è insopportabile: mentre noi celebriamo l’amicizia, l’armonia, la poesia del rispetto, la pace tra i popoli, altrove si costruiscono crudeli “muri di carne”; mentre noi programmiamo il futuro, la guerra – questa “follia e sconfitta per tutti”, come ricordato spesso da Papa Francesco, sta rubando ai nostri figli la capacità stessa di sognare. I venti di guerra che soffiano prepotenti e minacciosi in questo inizio dell’anno 2026 non distruggono solo le infrastrutture; essi sgretolano l’anima dei nostri ragazzi e dei nostri bambini, privandoli della serenità necessaria per studiare, viaggiare, gioire delle piccole cose e guardare al domani senza il terrore di una chiamata alle armi o di un’apocalisse nucleare.

Il mondo appare avvolto da un’atmosfera tenebrosa, infernale che credevamo appartenere ai libri di storia. Dal Medio Oriente all’Ucraina, fino ai numerosi conflitti “invisibili” che piagano l’Africa e l’Asia, assistiamo a quella che Papa Francesco aveva lucidamente definito una “terza guerra mondiale a pezzi”. Un terribile, oscuro, mosaico di guerra che non risparmia nessuno, un orribile colpo contro l’umanità che trasforma esseri umani in strumenti di violenza per interessi di pochi, ma potenti.

Portiamo nel cuore il monito di Papa Leone XIV, che in questi giorni ci invita con forza a non abituarci all’orrore. Come madri, mogli, figlie e cittadine, non possiamo, sopportare, accettare che la guerra diventi, sempre di più, una “voragine irreparabile”. Ci uniamo al grido del Pontefice: la guerra è una sconfitta per tutti! Non risolve i problemi, li amplifica, lasciando ferite che richiederanno generazioni per rimarginarsi. Pensiamo allo shell shock che ancora oggi, sotto nuove forme di disturbo da stress post traumatico, distrugge la psiche di chi sopravvive; pensiamo ai civili, vittime non collaterali ma bersagli di una ferocia industriale che annulla ogni dignità. Non è un semplice comunicato quello che poniamo alla Vostra attenzione, ma un grido di ribellione morale che si leva dai nostri cuori e dalle secolari colonne del Tempio della Concordia. La nostra richiesta è un atto di nobile disperazione e di altissima fiducia nelle Istituzioni:

Dunque, la nostra Italia sia Faro di Diplomazia: chiediamo che il nostro Paese, nel fermo rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, agisca non solo come alleato fedele, ma come mediatore instancabile e vittorioso per la Pace. La forza e la saggezza della parola devono prevalere sul fragore delle bombe, il sibilo dei missili e lo stridio dei droni.

Facciamo eco alla solidarietà espressa per le donne che, come la giovane Farkhunda Malikzada, subiscono violenze inaudite in contesti di oscurantismo e conflitto. La Pace è l’unica condizione in cui la dignità femminile e i diritti umani possono fiorire. Avete grande responsabilità verso il Futuro: non permettiamo che i nostri giovani ereditino un mondo basato sulla “guerra ibrida”, sul terrore nucleare e su economie di guerra che affamano le famiglie e distruggono le speranze.

Da Agrigento, città dei Templi, che per millenni è stata crocevia, culla di civiltà e cultura nel Mediterraneo, pensando ai nostri figli, ai nostri nipoti, ci permettiamo di elevare questo appello forte e deciso. La pace non è un’utopia per sognatori, ma un’esigenza urgente e indifferibile, che deve tradursi in decisioni responsabili.

Signori, la storia vi osserva e vi interroga: non si può permettere che la logica del terrore e gli interessi di pochi prevalgano sulla vita di milioni di innocenti. La guerra non è un destino ineluttabile, è una scelta. Ogni giorno in cui la diplomazia resta muta, è un giorno in cui la politica fallisce la sua missione più nobile. Oggi, dalle pietre eterne della nostra Valle, che hanno visto passare imperi e rovine, si alza una richiesta disperata di umanità:

=> Fermate la voragine: chiediamo che l’Italia si faccia promotrice, con un’autorevolezza che non sia seconda a nessuno, di un cessate il fuoco immediato in ogni focolaio, dall’Iran all’Ucraina, da Gaza al Sudan;

=> Riconvertite la paura in speranza: le risorse destinate alla distruzione siano restituite alla vita, alla salute, alla cultura e alla salvaguardia del nostro pianeta;

=> Difendete il diritto alla serenità: restituite ai nostri giovani il diritto di programmare una vita senza l’ombra del trauma e dello shell shock che ha già martoriato troppe generazioni.

Il nostro Club ve lo implora con la forza dell’eleganza e la fermezza del nostro ruolo sociale, perché il fumo che sale dalle bombe non è lontano ed oscura il sole anche sopra la nostra Sicilia. L’Italia sia coraggiosa! Sia la nazione che dica “BASTA” alla barbarie! La forza della ragione prevalga sul cinismo delle armi prima che la storia vi chieda conto di un silenzio che sarebbe complice.

Signor Presidente, Onorevoli Ministri, Eminenze Reverendissime vi chiediamo di profondere ogni energia affinché la nostra Italia si faccia promotrice di un “cessate il fuoco” globale. La diplomazia faccia tacere le armi prima che sia troppo tardi. Con le mani giunte, profonda osservanza e speranza, Grazie!

Con la fiducia che nasce dalla bellezza dei nostri mandorli e la determinazione delle donne che non si arrendono.

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