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Home » Cronaca » Carburanti, nuovi rincari alla pompa: “Non è speculazione, pesa il mercato internazionale”

Carburanti, nuovi rincari alla pompa: “Non è speculazione, pesa il mercato internazionale”

21 Marzo 2026
in Cronaca
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A spiegarlo è Riccardo Di Benedetto (foto), presidente provinciale di Agrigento e regionale della FIGISC – Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti di Confcommercio, che interviene per chiarire le dinamiche che stanno incidendo sui prezzi praticati nei distributori del territorio.

FIGISC Confcommercio Agrigento: il mercato spinge i rincari, ma il peso delle accise resta troppo alto

Il prezzo dei carburanti torna a salire anche ad Agrigento e in provincia, con effetti immediati su automobilisti, autotrasportatori e imprese del territorio. Gli aumenti registrati negli ultimi giorni non sarebbero però frutto di speculazioni, ma la diretta conseguenza delle tensioni che attraversano il mercato energetico internazionale.

A chiarire il quadro è Riccardo Di Benedetto, presidente provinciale e regionale della FIGISC – Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti di Confcommercio.

«Quello che stiamo registrando – spiega Di Benedetto – è un aumento progressivo che segue l’andamento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali e le tensioni geopolitiche che stanno caratterizzando questo periodo».

Negli ultimi giorni diversi impianti della provincia hanno aggiornato i listini, con benzina e gasolio in rialzo e un impatto evidente sul bilancio quotidiano di famiglie e lavoratori. Una dinamica che, sottolinea la FIGISC, si inserisce in un contesto globale.

Alla base dei rincari c’è innanzitutto l’aumento del prezzo del greggio, che si riflette sui costi di approvvigionamento delle compagnie petrolifere. A questo si aggiunge il rafforzamento del dollaro – valuta di riferimento per le transazioni energetiche – che rende più costose le importazioni per i Paesi dell’area euro.

Un ulteriore elemento riguarda la disponibilità del prodotto: alcune criticità nella catena di rifornimento, con navi ferme nello Stretto, starebbero rallentando l’arrivo delle forniture ai depositi, riducendo le scorte e creando ulteriori tensioni sul mercato.

In Sicilia il quadro è reso più delicato da alcune difficoltà nel sistema di raffinazione. La raffineria Isab di Priolo, recentemente interessata da un cambio societario, avrebbe attraversato fasi operative complesse, mentre gli impianti Sonatrach di Augusta e i depositi di Palermo registrerebbero disponibilità ridotte.

«In questo contesto – osserva Di Benedetto – gli aumenti sono tecnicamente giustificati dalle condizioni del mercato, anche se per cittadini e imprese restano estremamente pesanti». In diversi casi, aggiunge, i gestori avrebbero persino ritardato l’adeguamento dei listini, continuando a vendere carburante ai prezzi precedenti nonostante l’aumento dei costi.

Secondo le stime della federazione, ulteriori rialzi non sono esclusi entro la fine della settimana. Un eventuale rallentamento dipenderà soprattutto dall’evoluzione della crisi internazionale.

Un dato che emerge con particolare evidenza riguarda il rapporto tra benzina e gasolio. Dopo l’equiparazione delle accise introdotta dal Governo il 1° gennaio, i due carburanti avevano raggiunto prezzi quasi analoghi. Oggi però il mercato mostra una tendenza diversa: la domanda di gasolio resta elevata – soprattutto per trasporto merci e agricoltura – mentre la disponibilità appare più limitata. Lo squilibrio sta spingendo il diesel a crescere più rapidamente della benzina, portando in molti casi a una situazione insolita: la verde risulta meno cara del gasolio.

Il caro carburanti rischia ora di avere ripercussioni sull’economia locale, con possibili aumenti dei costi di trasporto e, a cascata, dei prezzi dei beni di consumo.

A pesare sul quadro è infine l’incertezza geopolitica internazionale: le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare l’instabilità dei mercati energetici e potrebbero determinare nuove oscillazioni.

Per questo la FIGISC Confcommercio Agrigento rinnova l’appello alle istituzioni affinché vengano valutati interventi sul fronte fiscale. «In una fase come questa – conclude Di Benedetto – diventa fondamentale intervenire sulla componente delle accise, che incide in modo significativo sul prezzo finale dei carburanti, per attenuare l’impatto dei rincari su famiglie e imprese».

La cosiddetta “sterilizzazione delle accise”, il meccanismo pensato per neutralizzare l’effetto dell’aumento del petrolio sul prezzo alla pompa, resta però una misura che fatica ancora a trovare applicazione.

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Tags: accisebenzinacarburanticonfcommercio agrigentocrisi energeticadistributori carburanteFIGISCgasolioinflazionepetrolioprezzo benzinaprezzo dieselRiccardo Di Benedettosicilia
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