Passano allo Stato l’appartamento utilizzato come covo e l’automobile impiegata per gli spostamenti negli ultimi periodi di latitanza di Matteo Messina Denaro.
I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo hanno eseguito un decreto di confisca, disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, nei confronti di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che aveva prestato la propria identità al boss durante la lunga latitanza.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’appartamento confiscato era stato utilizzato come base logistica e rifugio dal capomafia negli ultimi mesi prima dell’arresto.
Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha inoltre disposto nei confronti di Bonafede la misura personale di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Il geometra, tuttavia, si trova già in carcere: sta scontando una condanna a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa, inflitta per il ruolo svolto nel favorire la latitanza del boss.
La confisca rappresenta un ulteriore tassello nell’attività investigativa e giudiziaria legata alla rete di supporto che ha consentito a Matteo Messina Denaro di restare latitante per oltre trent’anni.
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