Il trasferimento della Biblioteca Museo Regionale Luigi Pirandello accende il dibattito in città. A intervenire è il giornalista e autore Rai Giovanni Taglialavoro, che non nasconde perplessità sulla scelta di spostare la sede da via Imera al Villaggio Mosè.
Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi ha infatti comunicato che la Biblioteca, finora ospitata in via Imera 50, resterà chiusa al pubblico per consentire le operazioni di trasloco nei locali del Palacongressi del Villaggio Mosè. La riapertura sarà comunicata nei prossimi giorni.
Ma la decisione non convince tutti. «Perché non in centro? Ci sono tanti spazi pubblici che potrebbero ospitarla. Poi non lamentiamoci dell’abbandono del centro storico», afferma Taglialavoro, ponendo l’accento su un tema che da anni attraversa il dibattito cittadino: la desertificazione culturale e commerciale del cuore storico di Agrigento.
La Biblioteca dedicata a Luigi Pirandello rappresenta un presidio culturale simbolico. Il suo trasferimento fuori dal centro urbano rischia, secondo i critici, di indebolire ulteriormente la presenza di servizi culturali nel tessuto storico della città, già segnato da chiusure e spostamenti. Il Villaggio Mosè offre certamente spazi più ampi e funzionali, ma la questione sollevata riguarda una visione più ampia: quale modello di città si intende costruire? Una città policentrica o una città che investe sul rilancio del proprio centro storico attraverso presìdi culturali e servizi pubblici? Il dibattito è aperto. E la scelta sulla nuova sede della Biblioteca Pirandello rischia di diventare un banco di prova per le politiche culturali e urbanistiche della città.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
