I giudici della Corte di appello di Palermo hanno confermato la condanna a 6 mesi di reclusione, inflitta in primo grado, per Salvatore Antonio Gaziano, ritenuto responsabile di diffamazione aggravata ai danni della deputata del Partito democratico Giovanna Iacono. La decisione chiude il secondo grado di giudizio e ribadisce un principio preciso: gli insulti sessisti e i messaggi d’odio non rientrano nella libertà di espressione politica, ma costituiscono una violazione della dignità personale. A commentare l’esito del procedimento è stata la stessa Iacono che definisce la vicenda una battaglia lunga ma giusta.
“La vicenda processuale che mi ha vista coinvolta, come parte offesa, si è conclusa ieri in secondo grado confermando pienamente la prima sentenza – afferma in una nota la deputata agrigentina -. La Corte ha ribadito ciò che il Tribunale aveva già sancito: gli insulti sessisti e la diffusione di messaggi di odio non sono semplici opinioni, ma atti che diffamano, feriscono, umiliano e mettono in pericolo la dignità di chiunque, e in particolare, delle donne che si espongono pubblicamente nella sfera politica”.
“Questa azione legale non è stata solo personale – continua Iacono -. È stata una battaglia per tutte le donne, per tutte coloro che ogni giorno si trovano ad affrontare commenti beceri, stereotipi degradanti e comportamenti discriminatori solo perché donne e impegnate pubblicamente. È stato un atto di resistenza contro la mentalità maschilista e patriarcale, contro chi pensa ancora di poter sminuire il ruolo di una donna con parole violente e sessiste”.
“La conferma della sentenza di secondo grado dimostra che la giustizia c’è, e che quando si ha il coraggio di denunciare, di non chinare la testa, le istituzioni rappresentano uno strumento reale di tutela – sottolinea la deputata -. Questa sentenza è importante non soltanto per me, ma perché manda un messaggio chiaro. Le parole hanno un peso, e chi le usa per colpire e discriminare deve assumersene la responsabilità. Ed è proprio per questo che lancio un appello a tutte le donne: non lasciatevi intimidire. Non accettate come normale ciò che normale non è”.
“Siate libere di partecipare alla vita pubblica, di costruire, di cambiare, di difendere valori e diritti – conclude Iacono -. Non dobbiamo permettere a nessuno di sminuire il nostro impegno con insulti, stereotipi o discorsi carichi di odio. La strada verso una società più equa è ancora lunga, e per questo continuerò a battermi in Parlamento. Perché la dignità delle donne e il rispetto reciproco sono valori che devono prevalere sempre, dentro e fuori dalla politica”.
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