É venuto a mancare Pietro Vecchio, all’età di 84 anni, compiuti lo scorso 1 gennaio. Negli ultimi mesi aveva affrontato con grande dignità una polmonite, seguita da un ricovero ospedaliero e da una degenza prolungata, che ne hanno progressivamente provato il fisico. Pietro Vecchio è stato un uomo che ha vissuto la politica come servizio, mai come esercizio di potere. È questo l’insegnamento più grande che ha lasciato ai suoi figli. Amava ripetere una frase semplice, ma per lui fondamentale: «Quando puoi fare un favore, devi farlo. Quando puoi aiutare qualcuno, devi aiutarlo».
Insieme a questo, raccomandava sempre di tenersi lontani dai malaffari e da ogni forma di opacità, perché la correttezza personale veniva prima di tutto. Raggiunge oggi la moglie, scomparsa quattro anni fa, con la quale ha condiviso una vita fatta di sacrifici, scelte coraggiose e affetto profondo. È stato un padre presente e attento per i suoi tre figli, Iose, Domenico e Laura, e un nonno affettuoso e complice, capace – con il suo carattere allegro, ironico e umano – di farsi voler bene da tutti, grandi e piccoli.
Figura molto conosciuta e stimata in città, Pietro Vecchio ha legato il suo nome a una lunghissima militanza politica. Eletto nelle file della Democrazia Cristiana, ha ricoperto per oltre quarant’anni il ruolo di consigliere comunale ed è stato più volte assessore, con deleghe di grande responsabilità, tra cui Polizia Municipale e Attività Produttive. Fu tra gli ideatori e gli organizzatori del Mandorlo in Fiore, intuendone per tempo il valore culturale e turistico per Agrigento.
Da assessore alla Polizia Municipale ebbe una visione moderna e innovativa: riuscì ad avviare una collaborazione con la Polizia Municipale di Firenze, dove già operavano le prime vigilesse, per affiancare il corpo locale e dare alla città un’immagine più accogliente, turistica e al passo coi tempi. Accanto all’impegno politico, ha avuto una intensa attività professionale e imprenditoriale. Fu funzionario della Cassa di Risparmio, istituzione alla quale rimase profondamente legato e per la cui scomparsa – con l’assorbimento prima nel Banco di Sicilia e poi in Unicredit – provò un sincero dolore.
All’interno della banca si spese anche nell’attività sindacale, sempre a tutela dei colleghi. Credeva fortemente nello sviluppo turistico di questa terra e nel valore della Sicilia. Con grande coraggio investì nel settore alberghiero, riuscendo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi di Agrigento, nella zona del Caos, un albergo curato, elegante, una vera bomboniera. Un progetto portato avanti senza contributi pubblici, senza finanziamenti, affrontando enormi difficoltà ma raccogliendo anche molte soddisfazioni. Frequentava le principali fiere e borse turistiche internazionali, convinto che Agrigento e la Sicilia meritassero uno spazio di primo piano nel mondo.
Pietro Vecchio lascia un’eredità fatta di coerenza, senso del dovere, amore per la città e per la famiglia. Un esempio silenzioso ma solido, che continuerà a vivere nelle persone che lo hanno conosciuto e in chi ha camminato al suo fianco.
I funerali sono fissati per domani, mercoledì 4 febbraio, alle 16,30 nella chiesa di San Vito ad Agrigento. Dopo la funzione religiosa la salma sarà accompagnata al cimitero di Bonamorone.
I giornalisti e l’intera redazione di Agrigento Oggi si uniscono al dolore dell’editore e direttore Domenico Vecchio per la scomparsa del padre. Condoglianze a tutta la famiglia.
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