Una potenza che travolge, scuote e lascia il segno. È questa la sensazione che ha attraversato la platea del Teatro Pirandello al termine di Otello, spettacolo intenso e di grande impatto emotivo, protagonista di una tournée che sta toccando alcuni tra i più importanti palcoscenici italiani.
Reduce dalle tappe di Trieste, Gorizia e Firenze, Otello è approdato ad Agrigento confermando il successo riscosso in tutta Italia. Una presenza che ha rappresentato un onore per il teatro cittadino e che ha trovato una risposta calorosa da parte del pubblico, culminata in applausi lunghi e convinti.
A colpire non è stata soltanto la forza dello spettacolo, ma anche la partecipazione del pubblico, rimasto in sala fino all’ultimo per il talk finale ideato dalla direttrice artistica Roberta Torre e condotto da Domenico Vecchio. Un momento di confronto diretto, fortemente voluto dalla Fondazione Fondazione Teatro Pirandello, che considera centrale il dialogo con gli spettatori, chiamati non solo ad assistere ma a diventare parte attiva della vita teatrale.
Durante il talk, spazio alle domande del pubblico e ai temi affrontati dalla rilettura contemporanea di Otello: la gelosia, il tradimento, il senso di possesso, fino al femminicidio, raccontato con una forza drammatica che non lascia scampo. Una messinscena audace, sostenuta da una drammaturgia incisiva, musiche potenti e scelte scenografiche simboliche, capaci di parlare a generazioni diverse.
Una particolare e calorosa accoglienza è stata riservata a Salvatore Rancatore, agrigentino, applauditissimo nel ruolo del Doge, figura emblematica del potere distratto e distante, che ha suscitato grande attenzione e curiosità anche nel dibattito con la platea.
Il protagonista Giorgio Pasotti ha ringraziato Agrigento per l’accoglienza ricevuta, sottolineando come Otello stia raccogliendo consensi in ogni parte del Paese. Nel suo intervento ha ribadito l’urgenza di continuare a portare in scena opere capaci di interrogare il presente e di affrontare temi drammaticamente attuali, soprattutto davanti ai più giovani.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Ora, il secondo romanzo di Pasotti, dedicato al valore del tempo e al coraggio di cambiare vita: un tema che si intreccia idealmente con la ricerca di senso che attraversa anche lo spettacolo.
Sul palco, insieme al regista e interprete Giorgio Pasotti, sono intervenuti Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Dalia Aly. Assente Giacomo Giorgio, costretto a lasciare Agrigento subito dopo lo spettacolo per un impegno di rientro aereo.
Applausi, partecipazione e attenzione fino all’ultimo minuto hanno confermato la forza di uno spettacolo che non si limita a emozionare, ma stimola riflessione e consapevolezza. Otello lascia il Teatro Pirandello con il segno di una serata intensa e condivisa, inserita in una stagione teatrale capace di parlare al presente e di costruire, sera dopo sera, un rapporto autentico con il suo pubblico.
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