E accade davvero ciò che Andrea Camilleri aveva intuito con lucidità narrativa: nelle stazioni possono nascere storie straordinarie. Ieri sera, nella vecchia stazione succursale di Porto Empedocle, le storie non si sono limitate a essere raccontate. Hanno ripreso a viaggiare.
Tra le panche di legno della sala d’attesa, le stesse che un tempo hanno accolto personaggi come Pirandello e Camilleri, il pubblico ha assistito al primo appuntamento dello Speed Date Letterario, rassegna promossa dall’Archeoclub Agrigento in collaborazione con la casa editrice VGS LIBRI, con il sostegno della Fondazione FS e del Comune di Porto Empedocle. Un format che ha scelto di capovolgere le consuetudini: non gli autori a raccontare i propri libri, ma voci terze, autorevoli e coinvolte, chiamate a raccomandare e narrare le opere come si fa con qualcosa che si ama davvero.
Ad aprire il viaggio è stato Domenico Vecchio, testimonial del libro L’ultimo Custode. La storia della Chiattulidda di Tony Rocchetta. Con il tono di chi conosce a fondo la materia e ne condivide il valore, Vecchio ha restituito al pubblico il senso profondo di un’opera che intreccia ricerca scientifica, storia agricola e identità culturale, raccontando un grano antico come patrimonio vivo e prospettiva per il futuro.
A seguire è stata Sara Chianetta a prendere la parola per presentare Pietro Germi. Gli anni felici in Sicilia di Raimondo Moncada. Il suo racconto ha accompagnato i presenti dentro il legame intenso tra il grande regista e l’Isola, restituendo la complessità di uno sguardo capace di leggere la Sicilia senza stereotipi, con profondità e rigore storico. Più che una presentazione, una narrazione partecipe, capace di accendere curiosità e memoria.
A chiudere il percorso è stato Lillo Firetto, testimonial de La mia Vigàta. Con Andrea Camilleri nella città del Commissario Montalbano di Lorenzo Rosso. La sua voce, arricchita da ricordi personali e aneddoti inediti legati alla lunga frequentazione con Camilleri, ha trasformato il libro in racconto condiviso, facendo emergere il confine sottile tra la Vigàta letteraria e la Porto Empedocle reale, tra finzione e vita vissuta.
Questa scelta narrativa, affidare i libri ai testimonial, ha dato forza e originalità all’incontro. I volumi non sono stati semplicemente illustrati, ma raccomandati, narrati, consegnati al pubblico come esperienze da attraversare. Un dialogo continuo, in cui anche i lettori sono stati chiamati a intervenire, porre domande, partecipare.
L’incontro è stato introdotto dagli interventi di Angela Roberto, presidente di Archeoclub Agrigento, e di Graziella Pecoraro, direttrice editoriale di VGS LIBRI. Angela Roberto ha ribadito una visione chiara e inclusiva del turismo culturale: una pratica che guarda al territorio nella sua interezza e mette al centro l’imprenditoria locale come anima autentica delle comunità. La cultura, ha sottolineato, non è mai settoriale, ma attraversa la letteratura, l’ambiente, la sostenibilità, la gastronomia, le tradizioni produttive. Graziella Pecoraro ha raccolto questa visione, ricordando come il lavoro editoriale sia, prima di tutto, un atto di responsabilità verso i luoghi e le persone che li abitano.
A suggellare la serata, un finale conviviale che ha parlato il linguaggio del gusto: arancine gourmet della Casa del Pollo, degustazioni curate dall’associazione Quintessenza, formaggi locali con le confetture dell’azienda Nonno Bartolomeo, il pane del panificio Terra Dunci realizzato con semola integrale di grano Chiattulidda e l’olio extravergine del Frantoio Safarello Antona. Anche qui, nessun dettaglio casuale: il cibo come cultura, come racconto coerente con i libri e con il territorio. L’intera iniziativa è stata promossa anche da Reale Mutua di Agrigento.
Si è usciti dalla stazione con la conferma che il primo Speed Date Letterario ha incontrato l’interesse del pubblico e centrato l’obiettivo di creare un momento di confronto reale e partecipato attorno ai libri e al territorio.

















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