AICA scrive a Regione, Prefettura e Procura: “Inaccettabile l’atteggiamento di Siciliacque, no a riduzioni del servizio idrico”
AICA rompe il silenzio e affida a una lettera formale indirizzata ai massimi livelli istituzionali regionali e territorialiuna presa di posizione netta sulla delicata vicenda dei rapporti con Siciliacque. Un documento trasmesso, tra gli altri, alla Corte dei Conti, agli assessorati regionali competenti, alla Prefettura e alla Procura di Agrigento, nel quale l’Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini denuncia una situazione definita «gravissima e ormai insostenibile».
Al centro della contestazione, l’assenza di qualsiasi reale confronto tecnico-istituzionale da parte di Siciliacque. Secondo AICA, la società non avrebbe mai avanzato proposte concrete né manifestato una reale disponibilità a chiarire in modo trasparente le criticità più volte sollevate, anche davanti alla Regione Siciliana e agli organi di controllo doc04548120260112125450.
Un atteggiamento che AICA giudica ancora più incomprensibile alla luce dello stanziamento regionale da 20 milioni di euro, destinato proprio a coprire il debito complessivo e a garantire la continuità del servizio idrico in un territorio già fortemente provato. In questo quadro, viene definita istituzionalmente scorretta e gravemente pregiudizievole la decisione di Siciliacque di procedere con la messa in esecuzione dell’ordinanza n. 9/2026, trattando il debito come autonomo e avulso dal contesto complessivo.
AICA sottolinea come l’importo complessivo del debito non corrisponda alle somme unilateralmente rappresentate da Siciliacque – oltre 27 milioni di euro – e come la questione sia già oggetto di un percorso di definizione attivato dalla Regione Siciliana doc04548120260112125450.
Nel documento, l’azienda pubblica rivendica di non essersi mai sottratta ai propri obblighi, ma di aver sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico, rifiutando però ricostruzioni contabili e pretese ritenute ancora controverse e non condivise.
Particolarmente dura la posizione sull’ipotesi di riduzione del servizio idrico all’ingrosso, definita da AICA «contra legem», oltre che lesiva dei diritti fondamentali delle comunità servite. A supporto di questa tesi viene richiamata la normativa vigente e una precedente diffida già adottata, che chiarisce come non sia giuridicamente consentito ridurre o interrompere la fornitura idrica per finalità coercitive nei confronti del gestore d’ambito.
Nella parte finale, AICA chiede formalmente la conferma del divieto di qualsiasi riduzione del servizio idrico e il sostegno della Regione in una fase definita «estremamente delicata», affinché il percorso avviato con lo stanziamento regionale possa produrre gli effetti per cui è stato concepito.
La lettera è firmata dalla presidente del Cda Danila Nobile, dal direttore generale Francesco Fiorino e dal presidente dell’Assemblea Salvatore Di Bernardo, e si chiude con un appello a ricondurre la vicenda «nell’alveo della legalità, della correttezza istituzionale e dell’interesse pubblico primario»
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