Teatro, incarichi e fondazione

Un grande silenzio ha avvolto la Fondazione teatro Pirandello dopo l’elezione del sindaco Franco Miccichè. Da quasi un anno nessuno si sbilanciava ad esprimersi sulla situazione del teatro e sulla sua riorganizzazione. Probabilmente in molti speravano di entrarci dentro e per questo operavano sotto traccia. Chi proponendo modifiche allo Statuto, chi brigando con politici e amministratori. E così, complice anche il Covid 19, sono passati 12 lunghi mesi in un grande silenzio. Fino a quando il nuovo Statuto, proposto da qualche consigliere ma modificato dall’amministrazione Miccichè, non è arrivato in Consiglio. E lì è scoppiata la grande bagarre. Dopo un anno tanti sono usciti allo scoperto per accusare la nuova amministrazione, giustificare la vecchia gestione di fondazione e teatro, dopo aver fatto slittare per mesi l’esame del nuovo statuto in consiglio comunale. E così è venuto fuori il precedente sindaco il quale ha contestato l’aumento da 3 a 5 dei componenti del Cda e il fatto che il Comune non contribuirà più economicamente al funzionamento della struttura che, in questo modo fallirà.

Si è pensato a distribuire incarichi senza pensare al futuro del teatro.
Immediata la replica dell’uscente presidente della Fondazione, l’attore Gaetano Aronica che, insieme al direttore Tirinnocchi che percepisce un “emolumento” annuo di ventimila euro, da diversi mesi continua a lavorare nel suo triplo ruolo in regime di proroga. “La Fondazione Teatro Pirandello da me presieduta, – ha scritto in un post – ha basato la propria ragione d’essere sull’autonomia, non ha mai chiesto al Comune, semmai ha dato, con una gestione virtuosa, riconosciuta non soltanto a livello cittadino ma anche regionale e nazionale, come un vero e proprio esempio.”
Nello stesso post commenta al vicepresidente di Codacons Di Rosa: “Riguardo al problema sollevato, sulla giornalista assunta, devo difendere la scelta della Fondazione, si è trattato di una necessità, poiché i nostri uffici erano vuoti. La Fondazione aveva bisogno di una persona che aiutasse, che conoscesse gli abbonati e avesse il giusto carisma nei loro confronti per parlare di rimborsi e programmazione, argomenti delicatissimi e onerosi che abbiamo preferito affrontare come sempre da soli, senza gravare sul Comune o sui contribuenti. Dunque oltre all’attività dell’ufficio stampa, c’è stata una collaborazione a livello generale”.
Per ricapitolare per fare delle telefonate agli abbonati sui rimborsi è stata richiamata una giornalista da Palermo che fa l’addetto stampa da anni, pagandola 5 mila euro per sei mesi, per fare delle telefonate da casa. Non sappiamo cosa ne pensano i colleghi giornalisti, ma non sembra una cosa normale. Infine nessun accenno a quanto denunciato da Di Rosa circa un debito della Fondazione verso il Comune di 400 mila euro. Intanto vorremmo sapere se è vero e, in questo caso, come i nuovi vertici del Teatro potrebbero restituirlo al Comune.