San Leone con il freno a mano

Da “emigrato” col cuore e la testa sempre alla nostra Agrigento, ho accettato con piacere l’invito di Domenico Vecchio a scrivere di tanto in tanto qualcosa sulla città, i suoi problemi e le possibili soluzioni, da osservatore esterno
Avremo modo e tempo per affrontare diversi argomenti e per ragionare su un quadro complessivo in ordine alla direzione che l’amministrazione vorrà dare alla città, parlando di visione, programmazione e progettazione, ma visto che siamo nel mese clou del turismo balneare vorrei iniziare dal luogo in cui sono cresciuto, in cui ho vissuto estate e inverno dal 1976 al 2012: San Leone.
San Leone, insieme alla Valle dei Templi e al centro storico, dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, l’elemento di traino turistico e lo “strumento” per destagionalizzare, ovvero prolungare, la stagione turistica.
Chi come me ha la passione dei viaggi ha certamente chiaro il potenziale straordinario della nostra frazione balneare che, rispetto a mete più famose, ambite e ricche, pur avendo caratteristiche e peculiarità di gran lunga superiori, risulta diversi gradini più in basso.
Parlando da semplice cittadino/osservatore credo che la prima e più evidente pecca di San Leone sia la mancanza di normalità, la debolezza della ordinaria amministrazione.
Premetto che le mie non vogliono essere polemiche politiche, che reputo sterili ed inutili, ma osservazioni costruttive. Non ho votato l’attuale amministrazione, ma oggi Franco Miccichè è il mio e nostro Sindaco.
Entro immediatamente nel dettaglio di ciò che, banalmente e a occhio, secondo il mio modestissimo parere, andrebbe rivisto e sistemato:

1) Problema rifiuti: dopo i tragici anni dell’avvio della differenziata, la gran parte dei cittadini pare essere ormai abituata al sistema di raccolta ma, andando a passeggiare la mattina a San Leone ho notato più volte che i rifiuti nel lungomare, prodotti in gran parte dai locali e ristoranti in esso insistenti, vengono raccolti addirittura dopo le 11.30. Poichè la gran parte di questi rifiuti è composta da scarti alimentari prevalentemente di pesce, oltre alla sconcezza di vedere i sacconi distribuiti sul marciapiedi, si avverte un olezzo fortissimo e nauseabondo che è veramente insopportabile. Nessuna responsabilità può ovviamente essere addossata ai produttori che fanno ciò che il regolamento prevede, ma passeggiare (come fanno tanti turisti che alloggiano nelle varie strutture ricettive della zona) per andare a fare una colazione o semplicemente per godersi l’aria fresca del mattino, diventa una esperienza per stomaci forti. Ora, mi chiedo: ma non sarebbe più che normale che la raccolta dei rifiuti iniziasse alle prime ore dell’alba proprio dal lungomare? Si ritiene normale che i camion della raccolta rifiuti attraversino il lungomare a metà mattinata lasciando, a loro volta, una scia di puzza vomitevole?
All’interno del porticciolo che porta il nome di mio fratello Cesco, quasi quotidianamente si incontrano cumuli di sacchi di rifiuti che spesso non vengono prelevati e aumentano a dismisura, idem nell’area ex eliporto e in diverse stradine periferiche. Pur avendo presente che in questo caso vi siano precise responsabilità delle persone che li depositano, probabilmente fuori zona e fuori orario, non si ritiene che, trattandosi di una zona “turistica” nelle cui immediate vicinanze insistono fior di locali, sia il caso di chiedere alle ditte che gestiscono il servizio una maggiore attenzione e, ove non previsto contrattualmente, uno sforzo in più per mantenere tali aree pulite e decorose? E, nel caso in cui (mi scuso ma non conosco bando e capitolato) tali rifiuti in quelle aree non dovrebbero proprio esserci, visto che sono zone circoscritte e definite, perchè non installare qualche telecamera nasscosta per individuare e sanzionare gli incivili, quantomeno da giugno a settembre? Si tratterebbe di una spesa veramente ridicola che si ripagherebbe con i primi 10 verbali ai trasgressori.
Esiste un nucleo ecologico della Polizia municipale, dedicato al controllo? Si è valutato di far girare, nelle ore serali e notturne, un paio di agenti in borghese per controllare le aree più nevralgiche ed elevare sanzioni ai contravventori?
E ancora: è normale che spostandosi di qualche centinaio di metri dal centro di San Leone le strade siano ancora oggi invase dalle erbacce? Capisco, per averle vissute in prima persona, le difficoltà nel gestire il settore, ma da sempre e tutte le amministrazioni fra giugno e inizio luglio provvedevano ad un discerbamento pesante che garantiva la pulizia fino alla fine della stagione. Perchè non fare uno sforzo in tale direzione? Se è questione di capitolato e appalto, si rinunci a un mese di pulizia sanleonina in inverno, si tagli qualche intervento in altri periodi ma si garantisca in ogni modo che almeno da luglio a settembre l’intera frazione sia presentabile e dignitosa. A differenza dei decenni precedenti, infatti, in ogni zona di San Leone oggi esistono decine di B&B e strutture ricettive e i turisti che frequentano la frazione balneare restano sconcertati e ci fanno una pessima (giusta) pubblicità.
Un suggerimento al nostro Sindaco: prenda l’abitudine, la mattina presto, di fare un giro per San Leone, iniziando dal lungomare e addentrandosi per le vie interne e per le arterie principali: solo così, controllando in prima persona, potrà rendersi conto delle criticità, delle eventuali omissioni e delle possibili soluzioni.

2) Il Mare e la rete fognaria: devo dire, convintamente, che da qualche anno il mare di San Leone risulta molto migliorato dal punto di vista della pulizia e della balneabilità. Io per primo, dopo anni di spostamenti in altre zone, ormai resto – e con enorme piacere – nel mare in cui sono cresciuto. Aldilà dei problemi non prevedibili, vi sono alcune criticità che sono sotto gli occhi di tutti legati al sistema fognario: la puzza di fogna stabile nella via Emporium, vicino al mare nostrum e alle Dune e gli sversamenti presso la centralina del Mare Nostrum (dovuti ai black out, che provocano il blocco delle pompe di sollevamento e causano spesso danni alla componente elettrica delle stesse). Vista la nascita del nuovo soggetto pubblico che dovrà gestire acqua e fognature, si dovrebbe partire proprio da queste criticità che vanno affrontate e risolte prima possibile. Se noi agrigentini ci abbiamo fatto ormai l’abitudine, vi assicuro che i visitatori esterni ne restano sconvolti, poichè sono problematiche evidenti e fastidiose non compatibili con l’immagine di una città civile e turistica. Senza parlare dei problemi ambientali e di quelli economici che ricadono sui titolari delle strutture di ristorazione.

3) Traffico e parcheggi: Ho visitato, prima di scrivere e per evitare inesattazze, la pseudo fiera realizzata nel parcheggio del porticciolo e mi chiedo: è davvero possibile eliminare centinaia di posti auto, senza avere parcheggi alternativi, nel mese clou della stagione turistica, per realizzare una ventina di gazebo in cui si vendono padelle, chincaglieria cinese, prodotti per la pulizia delle padelle e similari??? Peraltro, almeno a occhio, per imprenditori che agrigentini non sono?? Chi e a quale scopo, con quali obiettivi, ha ritenuto di autorizzare tale fiera? Queste esperienze erano già state fatte nei decenni precedenti, pur se di un livello diverso, e avevano già mostrato i propri limiti ed avevano già dato adito a pesanti polemiche nonostante la creazione di aree di parcheggio alternative. Era il caso, quest’anno, con la presenza di tanti bei locali in quella zona, i cui proprietari hanno continuato ad investire nonostante la crisi covid che ha ridotto al lumicino le loro economie, di rinunciare a centinaia di posti auto in favore di tali gazebo? Qualcuno ha fatto i conti (il Comune è da sempre con le casse in rosso) di quanto avrebbe guadagnato il Comune mettendo le strisce blu di parcheggio? E, ancor peggio, ci si è chiesto che impressione della nostra città offre ai turisti un insediamento commerciale di tali fattezze?

4) I black out: quasi ogni sera assistiamo a black out energetici, cosa che non notavo ormai da diversi anni. Se il problema, come credo, è dovuto ad un sovra assorbimento per ovvie ragioni (luna park e climatizzatori tra tutti), non sarebbe il caso di aprire un serrato confronto con l’enel per un potenziamento/adeguamento delle cabine di San Leone per evitare disservizi e danni a residenti, turisti ed attività commerciali? Si ritiene normale ed accettabile, nel 2021, tale problema? Sanno gli amministratori che – oltre ai problemi ordinari vissuti da residenti e turisti (che ne restano sorpresi in negativo…) i black out provocano – come detto sopra – danni alle centraline fognarie e pesanti disagi e danni alle attività commerciali?

5) Le maggiori aree adibibili a parcheggio (ex eliporto e porticciolo), fieretta a parte, sono occupate in pianta stabile da giostre e furgoni di panini ecc. E’ d’obbligo tutelare il pane di chi lavora, ma è altrettanto obbligatorio valorizzare al meglio San Leone, se si vuol fare un salto di qualità. Lo dico prima che altri possano obiettare: sono scelte prese negli anni dalle precedenti amministrazioni, ma negli ultimi 10 anni Agrigento è cambiata, il turismo è diventato realmente il settore chiave e primario di sviluppo e sarebbe ora di fare scelte intelligenti, concertate, condivise, programmate e di prospettiva: questa amministrazione, che si è impegnata per il “cambio di rotta”, quale visione ha dello sviluppo di San Leone e della fascia costiera? Si è in grado di ragionare con tutti i soggetti interessati per provare realmente a cambiare in meglio le cose (per loro e per la collettività) o no? Non mi scandalizzerei se la risposta fosse no, ma mi piacerebbe capire e sapere quale sia la nuova visione, quali i programmi ed i progetti per la San Leone che verrà. Ciò che è chiaro e semplicemente comprensibile è che se tutto DEVE restare così com’è, San Leone resterà così com’è, cioè un posto potenzialmente esplosivo dal punto di vista turistico ed economico, col freno a mano perennemente tirato.

6) Abbiamo un lungomare splendido, sul quale da giorni assisto ad una feroce polemica sui social, dovuta alla presenza di venditori ambulanti – extracomunitari e non – senza posto fisso. Visto che questo problema si ripresenta ogni anno, perchè non immaginare di attrezzare piccole aree sulle terrazze del lungomare, con strutture carine, non impattanti ed esteticamente compatibili, ove allocare i venditori ambulanti offrendo decoro, ordine e controllo? E, ove ciò fosse ritenuto poco consono, posto che come ho scritto sopra si deve garantire il pane a chi lavora, si stanno pensando soluzioni alternative viste anche le tensioni sociali e le polemiche? Ribadisco il fatto che, nella zona fra il porticciolo e il lungomare, coraggiosi imprenditori hanno investito e continuano ad investire centinaia di migliaia di euro per offrire alla collettività servizi di alto livello e strutture esteticamente accattivanti: trovare una soluzione che possa eliminare i problemi e garantire tutti non mi sembra, sinceramente, impossibile.

7) Nell’intera area sanleonina sono presenti una banca e un ufficio postale, cioè due sole postazioni bancomat, tre contando quello del villaggio Peruzzo: l’amministrazione è a conoscenza del fatto che i Postamat sono da giorni fuori servizio? Si obietterà: non è compito dell’amministrazione ma delle Poste gestirli. Vero, ma tenuto conto che su San Leone ruotano decine di migliaia di persone tra turisti e residenti, è così difficile interloquire con le Poste e sollecitare almeno il ripristino del servizio Postamat del Lungomare? In tutte le città turistiche i servizi bancomat si trovano in ogni angolo, per ovvie ragioni…riusciamo a fare uno sforzo in tal senso?

In questo mio “sfogo” ho elencato diversi – non tutti – i problemi evidenti ai miei occhi e alcune proposte di soluzioni (non so se praticabili o meno e non sta a me dirlo), anche su questioni non direttamente di pertenza del Comune.
Ma il Sindaco e la sua amministrazione rappresentano la Città e i cittadini, per cui, a mio modesto avviso, oltre ad avere il dovere di risolvere i problemi relativi alle competenze comunali, dovrebbero essere più incisivi rispetto a qualsiasi altra Istituzione o Ente le cui competenze, per un verso o per l’atro, impattano sulla città e sulla vita di residenti e turisti.
Auspico, ma veramente col cuore, che si possa creare un dibattito serio, serrato e costruttivo sul futuro che si vuol dare alla nostra San Leone: vi sono gli strumenti, ci sono gli operatori qualificati, ci sono tante persone e personalità in grado di offrire il proprio contributo ideale, aldilà di colori politici e bandiere. Il Sindaco faccia un passo avanti e troverà tanti, tra i quali il sottoscritto, disponibili a confrontarsi e a contribuire in ogni modo a migliorare le cose. La si smetta di pensare alle elezioni passate e future e si ragioni in termini concreti e di prospettiva per l’intera città: i risultati arriveranno e i relativi meriti saranno riconosciuti.
Spero di non avervi annoiato troppo.
Davide Tedesco