Programma stagione Cena e Concerto Ginger Winter ’18 #unplugged


Programma stagione Cena e Concerto

Ginger Winter ’18 #unplugged

 

Presentata la stagione invernale degli eventi di Ginger-people&food, che, oramai da più di un anno, coniugano il piacere della tavola con l’ascolto di buona musica. Si tratta della sperimentata e apprezzata formula della Cena e Concerto ,che vede abbinata una cena proposta per la serata con un concerto di artisti che spaziano dal blues all’etno-folk, dal jazz al country e alla musica contemporanea. Tutto rigorosamente in acustico, spesso con musicisti che si esibiscono nell’ambiente familiare, caldo e accogliente del ristorante agrigentino, esclusivamente con la loro voce accompagnata dalla loro chitarra, in una atmosfera molto intima ed emozionante.

Il concerto viene preceduto  da una cena dedicata con le oramai celebri e gustose pietanze di Mareme Cisse, frutto di una sapiente combinazione di spezie e prodotti del territorio, che fanno di questo posto un’originale laboratorio di cucina innovativa, di sostanza, molto legata alle tradizioni gastronomiche afro siciliane.

Ecco le date e gli artisti

 

Domenica 4 febbraio-  Mauro Corrao chitarra&voce

Giovane musicista cantautore siciliano, ha alle spalle collaborazioni importanti come quella con Eugenio Finardi per il live di Anima Blues, Francesco Cafiso e Giuseppe Milici.
Tour in Italia, Svezia, Danimarca, Inghilterra e negli Stati Uniti. Ha all’attivo quattro dischi “Trouble” del 2007, “Down Home” del 2009, “Twin Rivers” del 2013 e “Storto” uscito nel 2016 con la produzione artistica affidata al percussionista Giorgio Rizzo per la Mrm Records ed è distribuito da IRD. Ha annunciato per il 2018 l’uscita del nuovo lavoro “Nebros” con la produzione di Jono Manson. Nel 2016 ha prodotto e arrangiato il brano “Ciricò” con cui Sara Romano si è aggiudicata il premio per il miglior inedito al Premio Ciampi-Città di Livorno. Nel 2017 ha composto insieme a Gabriele Giambertone, con cui già aveva collaborato in “Nebros”, la colonna sonora del documentario “Diario di tonnara”, una produzione dell’Istituto LUCE per la regia di Giovanni Zoppeddu

 

Venerdì 16 febbraio- Manuel Bellone  chitarra&voce

Il songwriter Manuel Bellone affonda le sue radici nella tradizione del folk e del country americano, con lo spirito rock ‘n’ roll che contraddistingue quella terra.

Dalla sua prima uscita con l’ EP “Lost Every Night Alone”nel 2013, il cantautore folk-rock Bellone, influenzato da artisti quali Ryan Adams, Neil Young e Gram Parsons, passando per le opere di Alfons Maria Mucha, fino alla musica tradizionale americana, al Rock ’n’ Roll inglese, tornando poi ai profumi della campagna Siciliana, arriva nel 2015 “Light From The Grave”, album che promuove in Italia in primis, e che porta l’artista al suo primo vero Tour Europeo, che include Inghilterra, Germania, Austria, Francia, Polonia, Danimarca, Svezia e Norvegia, partecipando anche a diversi festival come l’internazionale Live At Heart a Orebro (SWE), il Jazz&Blues Festival a Motala(SWE), L’Urban Eco Festival etc.

Alla fine del 2016 è il turno dell’ EP live “You Need A Plan B To Stay Alive”, che celebra un anno e mezzo di tour ed anticipa il ritorno di Manuel Bellone in studio di registrazione, con la pubblicazione di Split Pot .

“SplitPot” è lo scrigno che racchiude quel che siamo stati nel corso degli ultimi dieci anni, tutto quello che abbiamo fatto e non, i posti in cui siamo passati per

lungo o breve tempo, le persone incontrate, e quindi le canzoni scritte.-

Così Manuel e band commentano il loro nuovo album “SPLIT

POT”, uscito contestualmente col nuovo tour Europeo.

 

Venerdì 2 marzo- Jali Diabat- Abramo Laye Sene- Bara Gianie kora, percussioni&voce

Trio tutto senegalese con tre grandi musicisti e amici.

Intorno alle armonie della magica kora, strumento antico, risalente all’impero mandinka, una sorta di arpa con una zucca come cassa di risonanza, si articolano brani con voce e percussioni che rievocano sonorità esotiche e lontane, fatte di ritmi primordiali che evocano la danza ma anche di melodie dolci ed emozionanti.

La kora è magistralmente suonata dal griot Jali Diabate, della Casamance, affermato e famoso musicista, gia autore di diversi album e che vanta numerose collaborazioni internazionali; Bara Gianie, senegalese di nascita, cittadino del mondo, di grande cuore, voce meravigliosa che fa vibrare le anime. Nato da una famiglia di musicisti, tiene fede alle sue origini donandoci emozioni con la sua voce;
Abramo Laye Sene, arrivato qui in tournè dal Senegal, ha deciso di vivere nella nostra bella isola, anche lui proveniente da una famiglia di musicisti dedicati alle percussioni, le nostre anime vibrano all’unisono al suo ascolto.

 

Venerdì 23 marzo- Sandro Joyeux  chitarra &voce

Sandro Joyeux è un fenomeno dotato di ubiquità esistenziale ed artistica. La sua vita, le tematiche che affronta e la sua musica sono infatti, allo stesso tempo, tanto contemporanee e figlie di questa epoca, quanto adagiate in una dimensione spazio-temporale universale, astratta, indipendente dalla storia e dalla geografia, semplicemente umana. La sua biografia personale basterebbe da se a chiarire questo concetto: non l’ennesima aspirante rockstar in cerca di identità, ma uno scugnizzo cosmopolita che, a forza di cercare le proprie radici, per la strada diventa la voce di un Mediterraneo popolare, vero, sorridente, sofferto. In pratica, una storia tanto figlia dei nostri giorni, quanto ancestrale. Le tematiche che Sandro affronta sono quanto mai esplicite: il suo ultimo disco si intitola Migrant, e nasce dall’esperienza, decisamente singolare, maturata con l’Antischiavitour, una tournee per i braccianti africani che lavorano nell’agricoltura lungo tutta l’Italia che Joyeux ha portato avanti dal 2011. Situazioni, problemi, odissee, speranze e drammi attualissimi, in mesi in cui “migranti” è una parola sulle labbra, la penna e la tastiera di chiunque, ma anche un elemento essenziale della natura dell’essere umano da millenni, senza soluzione ma con spazio infinito per la riflessione. E poi, la musica di Sandro Joyeux: afrocentrica, postmoderna, sincera, tanto al passo con i tempi, quanto fuori da scene, contesti e generi precisi. Un flusso di coscienza fatto di canzoni, che attraversa i continenti per raccontare storie, e si esprime attraverso le suggestioni accumulate durante il viaggio. Sandro Joyeux, nei fatti, è un griot: nei secoli della storia africana, questo termine indica una figura a metà strada tra un menestrello, un cantastorie ed un folk singer errante. Lungo le strade delle sue peregrinazioni, porta con sé un cast di musicisti ed un couscous di sound che è tanto vario quanto coerente con la sua visione dell’umanità e della musica: ci sono musicisti africani, italiani e napoletani, c’è Eugenio Bennato in Ce n’est pass ca, e c’è l’incredibile voce di Dean Bowman in Troisieme monde, solo per citarne alcuni. Africa, fusione di lingue, linguaggi e idiomi sonori, dall’afro-beat al reggae, ma tutto funzionale

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