Omicidio Marzullo, l’autopsia rivela: 9 i colpi sulla vittima , libero il nipote

E’ stata effettuata ieri, presso l’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, l’autopsia di Giacinto Marzullo, il 52enne di Licata ucciso lo scorso venerdì in località Mollarella dal nipote Giuseppe Volpe, 19 anni. Secondo quanto risulta dall’esame autoptico sono sono stati 9 i colpi di pistola che hanno raggiunto il muratore all’addome, alle gambe, al polpaccio e alle caviglie. Di questi, uno sarebbe stato quello mortale vicino al cuore. 9 colpi su 12 sparati di cui la gran parte esplosi da distanza ravvicinata.

Non convalidato il fermo del nipote Giuseppe Volpe. Non c’è pericolo di fuga, è reo confesso, ha aiutato gli investigatori nelle indagini e fatto ritrovare la pistola. Per queste ragioni, il Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto non ha convalidato il fermo di Giuseppe Volpe, il diciannovenne licatese accusato di avere ucciso lo zio Giacinto Marzullo, 52 anni, venerdì scorso a Licata.
Tuttavia il giudice ha firmato un’ordinanza cautelare in carcere confermando la tesi della premeditazione ed escluso la sussistenza dei futili motivi. Durante l’udienza di convalida, Volpe si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il giovane era stato fermato dopo velocissime e laboriose indagine in seguito all’uccisione dello zio, Giacinto Marzullo contro il quale ha sparato oltre una dozzina di proiettili 9×21 mentre quest’ultimo tentava una disperata fuga.
Giuseppe Volpe e la madre erano andati, venerdì pomeriggio, a Mollarella a Licata per un incontro chiarificatore con Marzullo. Fra fratello e sorella – secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini di polizia e carabinieri – non vi sarebbero, però, stati buoni rapporti.
La vittima avrebbe accusato la sorella di essersi appropriata dei soldi dell’anziano padre ed anche di quelli della zia alla quale avrebbe fatto da badante. Dopo l’ennesima, violenta, discussione, l’omicidio. Dopo ore ed ore di audizioni, fatte da polizia e carabinieri fra parenti ed amici della vittima, un testimone – messo alle strette dalle contrapposizioni con altri racconti già acquisiti – è crollato ed ha raccontato tutto.