Novena di Natale

A partire da oggi, primo giorno della novena, entra nel vivo la preparazione al Natale.
Domani terza domenica di Avvento i tanti credenti che partecipano alla Messa festiva, ascolteranno ancora un passo di Vangelo, relativo al ministero del precursore Giovanni Battista, che con l’esempio della sua vita e con la sua parola, indica come bisogna accogliere il Messia.
E dall’evangelista Giovanni questo messaggero è descritto in modo più dettagliato, rispetto a domenica scrosa. Vengono infatti, ricordati i dialoghi che Giovanni Battista ebbe con sacerdoti e leviti, appositamente venuti da Gerusalemme per interrogarlo. Era forse il Messia? No, rispose Giovanni Battista: “ Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia ” . Il grande Agostino di Tagaste commenta: “Giovanni Battista era una voce, ma in principio il Signore era il Verbo. Giovanni fu una voce per un certo tempo, ma Cristo, che in principio era il Verbo, è il Verbo per l’eternità” .Giovanni Battista è venuto come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.Anche noi – (vuole suggerirci la liturgia) – nella travagliata temperie culturale di oggi, dobbiamo essere testimoni di questa “luce vera” che è venuta nel mondo 2017 anni fa, e che le numerose tenebre sparse a piene mani dai tanti avversari, interni ed esterni nel coso dei secoli, non sono riuscite a spegnere.
Anzi, proprio di questa luce si avverte sempre più bisogno, per una nuova cultura di un umanesimo più autentico, rapportato ai nuovi tempi e fondato sulla cultura del servizio e della solidarietà.Già domenica scorsa si era sentita la voce del Battista che diceva “Preparate la via del Signore”, parlando metaforicamente di burroni da colmare o colli da abbassare. Come dire, fuori di metafora: Basta con l’orgoglio, le menzogne, le ipocrisie, le ubriacature di ogni tipo, da quelle dell’alcol e della droga, a quelle del potere a ogni costo e del proprio narcisismo.
Tutti invitati ad uscire dall’egoismo, dal ripiegamento su se stessi, dall’ambizione, per recuperare la vera gioia, che è servizio e donazione di sé.E ognuno avverte quanto ne abbiamo davvero bisogno nel mondo ed in Italia in particolare , anche proprio in questi giorni, in cui sul piano civile, con la fine imminente della legislatura ci si deve preparare democraticamente a delicate scelte di responsabilità per il bene comune, in questo tempo di perdurante crisi, che maldestramente gestita danneggia i più e reca vantaggio a pochi.

E intanto con la Novena esplode il Natale con tutto il suo fascino ! ed in tante parti con il suo folklore e le sue tradizioni. Una sollecitazione alla gioia della fraternità e dello stare assieme, per gustare gioie semplici ed umili, di cui la società consumistica di oggi, vorrebbe farci perdere anche il gusto, anche quello del vero senso di responsabilità.Non lasciamoci rubare in nessun modo il Natale cristiano, cioè la realtà del Natale, che è la celebrazione dell’Incarnazione del Signore; il mistero di un Dio che incarnandosi non rimane indifferente all’uomo che soffre ed a quest’uomo che soffre – come dice Papa Francesco “non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna”. Accompagna e sostiene per nuove scelte di pace e di vera fraternità, anche e forse soprattutto sul piano della giustizia sociale. Diego Acquisto