“Nostro figlio merita più di 9” genitori fanno ricorso al Tar e il caso diventa nazionale

Che i genitori pretendano il massimo dai propri figli ci sta, ma il caso di Canicattì sembra davvero grottesco. Due genitori della città un tempo definita dell’uva Italia, ritenendosi vittima di un’ingiustizia, nell’agosto del 2014 ha fatto ricorso al Tar di Palermo.
Il caso è già nazionale: Come si legge sulle pagine de Il Giornale, Rimasta male, infatti, dinanzi al voto finale di 9/10 del figlio alle prove d’esame di Stato di terza media dell’istituto comprensivo statale «Giovanni Verga» di Canicattì, non ci ha pensato due volte a chiedere che giustizia fosse fatta. «Ottimo» non basta. Ci vuole un ben più meritato 10/10. Un «eccellente» al proprio figliolo, che sarebbe sfumato a causa di un «eccesso di potere sotto i profili della disparità di trattamento, del difetto d’istruttoria, del difetto di motivazione». Insomma, il ragazzino non sarebbe stato valutato per quel che vale. Sarebbe stato penalizzato.

Non per i giudici della prima sezione del tribunale amministrativo di Palermo presieduta da Calogero Ferlisi, che hanno dato ragione agli insegnanti e hanno respinto la richiesta dei genitori di annullare il verbale dei giudizi sulle prove di esame di Stato, per consentire al ragazzino di terminare i suoi studi di terza media con un 10/10. «Come noto, la scuola, nel valutare la preparazione degli alunni, non applica scienze esatte che conducono a un risultato certo e univoco, come si verifica ad esempio nei casi di accertamento dell’altezza di un determinato candidato o del grado alcolico di una determinata sostanza – scrivono i giudici nella sentenza – ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità».

Una sentenza che arriva come una doccia fredda sugli ambiziosi genitori ancor più per il fatto che il giudice, per giudicare il caso e concludere stabilendo che il voto finale all’esame di Stato di 9/10 è stato consono, ha dovuto spulciare uno per uno i risultati conseguiti dall’alunno nelle singole prove, in modo da fare una media esatta. L’alunno aveva avuto assegnato 10/10 nella prova d’italiano, 10/10 nella prova di matematica, 8/10 nella prova di francese, 8/10 nella prova d’inglese, 9/10 nel colloquio pluridisciplinare. «Il voto finale di 9/10 si presenta, pertanto, coerente con quelli di ammissione e con quelli conseguiti nelle prove d’esame scrive il giudice nella sentenza – tanto più che il voto di 10/10 presuppone il raggiungimento dell’eccellenza in tutte le prove. Sotto questo profilo valga, in particolare, il riferimento fatto nei giudizi sulle lingue straniere (inglese e francese) alla circostanza che l’elaborato era per lo più e non totalmente corretto».

E come se la decisione non fosse già dolorosa per la coppia siciliana che teneva tanto al 10/10 per il figlio, tanto da ricorrere al Tar, la coppia dovrà pure pagare le spese processuali quantificate in mille euro più eventuali accessori.