Agrigento, morte di Massimo Aliseo: il cordoglio dei sindacati

“Lavorare per vivere, non per morire”. E’ questo l’hastag scelto dal segretario generale della Cgil di Agrigento, Massimo Raso per commentare sui social l’ennesima “morte bianca” , quella dell’operaio canicattinese Massimo Aliseo, 27 anni, vittima del tremendo scoppio di una bombola ad ossigeno all’interno dei laboratori della Medical Gas, azienda situata nella zona industriale di Agrigento.
L’anno non poteva cominciare peggio – ha esordito Raso- Ancora morti sul lavoro, una strage infinita. Cercheremo di capire le dinamiche, ma quasi sempre non siamo di fronte a “tragiche fatalità” ma a precise inosservanze di norme comportamentali o di deficienze strutturali. Rilanciamo con forza al Prefetto l’esigenza di unire gli sforzi di prevenzione e di repressione affinché queste cose non succedano”. Il riferimento di Massimo Raso è al comitato che si è insediato in Prefettura per monitorare e contrastare il fenomeno delle morti bianche che non si è più riunito dopo la prima fase. Il 22 agosto dell’anno scorso la Cgil ha scritto al prefetto di Agrigento per sollecitare la riconvocazione del “tavolo” sulla sicurezza sul lavoro.
Nello scorso mese di maggio – aveva scritto il segretario Massimo Raso – si è tenuta una riunione in materia di infortuni sul lavoro che si è conclusa con l’impegno di rivedersi entro giugno per arrivare alla sottoscrizione di un “protocollo” in cui si riassumessero gli impegni delle varie parti intervenute e si sviluppassero iniziative concrete per arginare il fenomeno”.
Al tavolo tecnico avevano partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil; quelli dei datori di lavoro dei settori industria, commercio ed artigianato ma, soprattutto, i vertici degli enti che, a vario titolo, si occupano di sicurezza sul lavoro e di leggi in materia di lavoro: Inail, Ispettorato del lavoro, Spresal (Asp Agrigento), Inps, vigili del fuoco ed inoltre i
vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Secondo Raso: “Non era possibile aspettare altri infortuni ed altre morti per intervenire ed ognuna delle istituzioni e delle parti sociali può svolgere un ruolo attivo per impedirlo”. A richiedere la convocazione del vertice in Prefettura, dopo l’incidente sul lavoro dello scorso aprile nel quale perse la vita un operaio di 26 anni di Bagheria, erano state le sigle sindacali. Tutti – rappresentanti dei vari enti coinvolti e delle forze dell’ordine compresi – avevano voluto tracciare, e con determinazione, la strada da percorrere in futuro per garantire la legalità che va di pari passo con la sicurezza. E bisogna fare in fretta perché dal 2012 al 2017, in provincia di Agrigento, si sono registrate 33 morti bianche. Il 2017 è stato letteralmente un anno nero. Stando ai dati le vittime sono state 9 e la provincia di Agrigento si è piazzata all’ottavo posto nazionale per incidenza sul totale di occupati. Le morti bianche sono, comunque, l’evento più drammatico di una situazione complessivamente molto difficile per la provincia, che si conferma sempre più “affamata” di lavoro. Ieri la Cgil ha reiterato la richiesta al Prefetto Dario Caputo che si è attivato immediatamente per la convocazione delle parti.
Sulla stessa scia si è posta la Cisl, con il segretario Maurizio Saia. “Il nuovo anno, il 2019 ci presenta subito il conto, un incidente mortale sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Agrigento – scrive Saia. Una simile tragedia ci riempie di dolore, è assurdo perdere la vita in questo modo, un giovane padre, marito, un lavoratore che prestava la propria opera per assicurare il minimo e indispensabile alla propria famiglia. Si ripropone con tutta la sua violenza il tema della sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro, non si può e non si deve morire per lavoro, il costo della vita umana per un lavoro è un prezzo troppo alto da pagare, un’altra morte che si poteva certamente evitare, un’altra sconfitta per tutti, istituzioni, datori di lavoro, sindacati. Esprimiamo la nostra vicinanza e il cordoglio alla famiglia di Massimo Aliseo – conclude il segretario della Cisl, Maurizio Saia”.