Mafia, processo d’appello “Icaro”, il pentito conferma le accuse e parla

Ancora una volta in un aula di tribunale, il pentito di Favara, Giuseppe Quaranta, è stato ascoltato ieri, collegato da una località segreta in cui si trova, in una udienza del processod’appello scaturito dall’inchiesta denominata Icaro, processo che si sta tenendo a Palermo.

Quaranta, arrestato nel gennaio scorso nel blitz antimafia Montagna, è stato sentito per due ore, rispondendo alle domande del procutore generale Ravaglioli, e ha confermato le accuse ricostruendo i legami tra Cosa nostra operante nella valle del Belice e le consorterie mafiose di Agrigento e dintorni.

Il processo è una costola dell’inchiesta Icaro che si sta svolgendo col rito abbreviato ed è giunto nella fase del secondo grado dinanzi la Terza sezione della Corte di Appello di Palermo presieduta da Nino Napoli.dove sono imputate 14 persone, dopo che la difesa degli imputati si era opposta alla sua testimonianza.

La richiesta di riapertura dell’istruttoria era stata avanzata dal sostituto procuratore generale Rosalia Cammà.

La sentenza dello stralcio abbreviato è stata emessa il 21 luglio dello scorso anno dal Gup di Palermo Roberto Riggio: dodici le condanne e dieci le assoluzioni. Otto imputati, assolti in primo grado, non figurano nella lista dell’appello perché le sentenze non sono state impugnate e sono diventate definitive.

Questo il dettaglio della sentenza con fra parentesi le richieste del Pm: 14 anni e 8 mesi in continuazione (20 anni) per Antonino Iacono inteso “Ninu u giardinisi”, 61 anni, residente nella frazione di Giardina Gallotti, 14 anni e 8 mesi (20 anni) per il capo della famiglia mafiosa di Porto Empedocle, Francesco Messina, 58 anni, zio del boss Gerlandino Messina; 10 anni (12 anni) per Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia; e 8 anni e 8 mesi (9 anni) per Tommaso Baroncelli, 40 anni, di Santa Margherita Belice; assolto Domenico Bavetta, 34 anni di Montevago (9 anni); assoluzione (12 anni di reclusione) per Giuseppe Picillo, 53 anni, di Favara; 10 anni e 8 mesi (9 anni) per Mauro Capizzi, 47 anni, di Ribera, assoluzione (9 anni) per Gioacchino Iacono, 36 anni, di Realmonte, assoluzione (9 anni) Giuseppe Lo Pilato, 44 anni, di Giardina Gallotti; 14 anni complessivamente in continuazione per Pietro Campo, 65 anni, di Santa Margherita Belice (20 anni); assoluzione (8 anni di reclusione) per Giovanni Campo 25 anni; 10 anni (12 anni) per Francesco Capizzi inteso “il milanese”, 50 anni, di Porto Empedocle, 10 anni (12 anni) per Francesco Tarantino inteso “Paolo”, 29 anni, di Agrigento, residente a Porto Empedocle; 10 anni e 4 mesi (14 anni) per Giacomo La Sala, 47 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (6 anni) per Piero Guzzardo, 37 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (12 anni) per Gioacchino Cimino, 61 anni, di Agrigento residente a Porto Empedocle, 10 anni (12 anni) per Santo Interrante, 34 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (8 anni) per Francesco Pavia, 35 anni, di Porto Empedocle; 3 anni e 4 mesi (6 anni) per Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale; assoluzione (3 anni e 4 mesi) per Domenico Cucina, 48 anni, di Lampedusa, assoluzione (otto anni) per Leonardo Marrella 38 anni di Montallegro e 10 anni (15 anni) per Diego Grassadonia, 54 anni, di Cianciana