Mafia, inchiesta “Mosaico”: favarese davanti ai giudici

Rinviato per acquisire la documentazione il processo a carico di Carmelo Vardaro, 45 anni, di Favara, unico imputato dell’inchiesta “Mosaico”, che ha svelato una faida sull’asse Favara-Belgio, con diversi omicidi consumati, agguati falliti, e un traffico di armi e droga, che non ha scelto il rito abbreviato e, quindi, è stato rinviato a giudizio. Vardaro è accusato di un omicidio, di due tentati omicidi, di due estorsioni con metodo mafioso, e di una serie di episodi “satellite”.

Il favarese avrebbe fatto parte del commando che ha freddato l’empedoclino Mario Jakelich, con un colpo di pistola in fronte, il 14 settembre del 2016 in Belgio, mentre la vittima designata il favarese Maurizio Di Stefano, colpito da alcuni proiettili, riuscì a salvarsi. Lo stesso Distefano ritenuto, il 23 maggio del 2017, scampò ad un secondo agguato nel garage di Carmelo Nicotra, che venne ferito da alcuni colpi di kalashnikov ai glutei.

Vardaro avrebbe commesso i due fatti di sangue insieme a Calogero e Antonio Bellavia, mentre i fratelli Calogero ed Emanuele Ferraro, quest’ultimo a sua volta ucciso, avrebbero partecipato al solo agguato ai danni di Nicotra, e Di Stefano. Il processo, davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, è stato rinviato al 9 novembre.