AgrigentoOggi

Una “lectio magistralis”  su ogni forma di  governo,  gli auguri natalizi  di Papa Francesco alla sua Curia, per  un Santo Natale

Una “lectio magistralis”  su ogni forma di  governo,  gli auguri natalizi  di Papa Francesco alla sua Curia, per  un Santo Natale

Non finisce si sorprendere positivamente Papa Francesco nella linea di un servizio di governo evangelicamente inteso, col coraggio delle denuncia e la franchezza di un linguaggio che non guarda in faccia nessuno, ma punta unicamente al bene di tutti, compresi quelli che appaiono direttamente richiamati.

Ed i suoi richiami agli uomini di governo della sua Curia  ci sembrano una vera e propria “lectio magistralis”. Una “lectio” che vale anche  per gli altri tipi di Curia, anche diocesane e non, come le istituzioni assembleari, civili e democratiche, che sono costituite per il bene della Comunità.

Altro che reagire per  sentirsi punzecchiati da innocenti battute di richiamo per lentezze,  fragilità, inadempienze di carattere pastorale o burocratico !

Come riportano oggi tutti i giornali, a partire allo stesso quotidiano Avvenire, Papa Francesco  negli auguri  natalizi  ai componenti della Curia Romana, pur non trascurando di dire che “la stragrande maggioranza lavora con impegno, fedeltà e tanta santità”, non ha neppure esitato a dire con coraggio evangelico che bisogna “superare la logica dei complotti”.

E proprio specificamente ha parlato di “complotti, piccole cerchie, traditori e approfittatori che sono un cancro che s’infiltra anche negli ambienti ecclesiastici”. Un ammonimento che  riteniamo assai utile per tutti gli organismi di governo, politici,  civili ed istituzionali di qualsiasi genere, anche ecclesiali, parrocchiali  e diocesani.

Perché più  in alto si va, più danno si fa se non si agisce  secondo la logica evangelica del servizio disinteressato. E la spiegazione, nel corso del suo ragionamento l’ha dato lo stesso Pontefice, che ha detto che  “Se la Curia   ( – e possiamo aggiungere, ogni genere e tipo di Curia-) si chiude in sé stessa non solo tradisce l’obiettivo della sua esistenza, si condanna all’autodistruzione”.

E se poi si ha la pazienza di leggere per intero tutto il discorso papale, si trova anche che bisogna “superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano”.

Ci sarebbe da dire solo… “A buon intenditor poche parole” !

Chissà che le parole di Papa Francesco non possano avere una salutare ricaduta, non solo in tutti gli ambienti di governo ecclesiale, ma anche in quelli civili e politici, all’interno degli stessi Consigli Comunali anche della nostra  terra agrigentina, dove  pare che allignino proprio queste  “chiusure”, queste “piccole cerchie”, che magari, seppur  democraticamente elette, tradiscono le promesse elettorali, senza volere sentire più niente e nessuno, presi dall’euforia del “comando”  e anche – (perché no?)-  dal desiderio di trarre il massimo vantaggio possibile da ogni punto di vista, anche economico  e personale, creando o senza curarsi egli enormi fastidi che cerano, e/o addirittura  danneggiando economicamente  la massa e   trascurando   il bene  comune.

Gli auguri per il Santo Natale, anche da questa nostra testata vogliono sollecitare tutti, nessuno escluso, ognuno per la sua parte e nel suo ruolo, a meditare questi pensieri di riflessione di Papa Francesco.

 

 Diego Acquisto