Lauricella: cercare qui altre strutture di accoglienza va contro le ambizioni turistiche del territorio 

La chiesa ha ribadito ieri in una nota a firma di don Mario Sorce dell’Ufficio Pastorale sociale e di Mariella Guidotti del servizio Migrantes, che l’accoglienza dei migranti va garantita, anche in questo periodo di emergenza sanitaria.  Una risposta alle prese di posizione in senso contrario di molti sindaci della provincia di Agrigento. Fra i quali quello di Siculiana Leonardo Lauricella, che  ha voluto fare alcune precisazioni.

“Occorre fare una premessa – ci ha detto – i cittadini di Siculiana sono stati sempre accoglienti. Non va dimenticato che negli ultimi 6 anni la struttura ricettiva di Siculiana ha accolto un numero eccessivo di persone rispetto ai posti che avrebbe dovuto avere l’albergo. E pur avendo due splendide località balneari, molto apprezzate dai turisti,  abbiamo dovuto subire degli effetti negativi nell’ambito del turismo. Noi siamo stati sempre generosi nei confronti di questa gente. Ricordo che negli anni passati Abbiamo avuto anche fino a 300 persone che andavano in giro per Siculiana. E posso assicurare che sono stati accolti sempre in modo caritatevole.

  • Ma ora ci sono delle proteste e la Chiesa le sta stigmatizzando….

“La protesta dei siculianesi degli altri giorni è stata composta. Dettata dal fatto che ai precedenti 72 che sono in quarantena ne sono stati aggiunti altri 30. Una preoccupazione condivisa persino dal ministro dell’Interno. Abbiamo avuto rassicurazioni dal Prefetto, ma sarebbe opportuno in questo momento di particolare apprensione per la salute pubblica che ognuno facesse la propria parte cercando di evitare allarmismi nella popolazione, preoccupandosi soprattutto della tutela della salute pubblica.

  • Cosa occorre fare quindi secondo lei?

“Ci vuole buon senso, ma bisogna agire anche secondo un principio di proporzionalità. Non si può gravare sempre su Siculiana.

  • La Prefettura cerca altre strutture per ospitare migranti in quarantena, è d’accordo?

“La linea intrapresa di cercare altre strutture in zona mi pare vada contro le ambizioni turistiche del territorio. I migranti vanno spalmati in proporzione. Il governo nazionale deve pianificare e non lasciare iniziative ai privati. Come facciamo a dare un indirizzo politico turistico al territorio se poi tutto viene snaturato da queste scelte. Ci auguriamo che con un minimo di buon senso si tuteli la salute della cittadinanza e di conseguenza anche degli stessi migranti.

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