L’assassina delle due figlie, sorvegliata a vista nel carcere di Agrigento

Giuseppa Savatta, l’insegnante precaria di Gela di 41 anni che avrebbe ucciso le figlie Maria Sofia e Gaia, di 9 e 7 anni, sara’ trasferita in una struttura carceraria psichiatrica. Lo ha deciso il Gip del tribunale Lirio Conti, dopo averne convalidato l’arresto. Secondo il procuratore Fernando Asaro “il suo profilo e’ da valutare”. Le bambine sarebbero morte per strangolamento. E’ stato escluso che la donna abbia utilizzato la candeggina come invece si era creduto in un primo momento. “I genitori di Maria Sofia e Gaia – ha aggiunto il procuratore nel corso di una conferenza stampa – da mesi avevano concordato di separarsi”. Dalla ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri “Giuseppe Savatta e’ stata bloccata dal marito, Vincenzo Trainito, mentre cercava di uccidersi. Era armata di coltello, era all’interno della vasca da bagno e puzzava di candeggina”. Confermato, secondo gli inquirenti, anche l’utilizzo di un flessibile nel tentativo di togliersi la vita. Il referto medico ha evidenziato la presenza di numerose escoriazioni sul corpo e sul viso. “I segni sarebbero stati causati dalle bambine – hanno spiegato gli inquirenti durante la conferenza stampa – nel disperato e inutile tentativo di sottrarsi allo strangolamento”. Giuseppa Savatta e’ attualmente ricoverata in una stanza del reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Gela, in supporto alla psichiatria. E’ stato ipotizzato che le due bambine siano state uccise tra le 9 e le 13 del 27 dicembre. Intanto è notizia di oggi che la donna sarà reclusa, almeno temporaneamente, al carcere di contrada Petrusa di Agrigento dotato di padiglione femminile e sotto stretta sorveglianza.