La Sicilia di Tea Ranno, stanza dell’anima e simbolo di ogni desiderio a Palma di Montechiaro

Nel tardo pomeriggio di sabato 4 giugno, presso il Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro, si è svolto un incontro letterario intitolato “Sicilia, stanza dell’anima”, patrocinato dal Rotary Club di Licata, di cui ospite e protagonista è stata la scrittrice Tea Ranno. L’evento è stato coordinato e moderato dagli avvocati Clotilde Stuto- Presidentessa del Rotary Club di Licata- e Gioacchino Amato.

Tea Ranno è autrice di numerose opere letterarie. Ha esordito nel 2006 con “Cenere” vincendo il Premio Chianti e a partire da quel momento la sua produzione ha proseguito prolifica con le opere “La sposa vermiglia”, “Viola Foscari”, “L’amurusanza”, arrivando a dedicarsi anche alla letteratura per l’infanzia con “Saura. La stanza del cuore”. L’ultima opera in uscita da oggi è il romanzo “Goia mia”, edito da Mondadori.

Quando uno scrittore siciliano parla della propria terra lo fa per amore e per nostalgia. Sia l’uno che l’altro tema sono il fulcro della produzione artistica della Ranno.

Nell’incontro avvenuto nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Palma, la scrittrice ha rievocato attraverso la memoria il proprio passato. La sua appartenenza ad una famiglia elevata socialmente e culturalmente, i suoi studi all’università e infine la sua permanenza a Roma dove vive e lavora attualmente occupandosi di giurisprudenza e letteratura.

Dalla capitale ha cominciato a percepire la distanza dalla terra natia non solo in senso geografico, ma anche affettivo, etnoantropologico e linguistico. Quella distanza l’ha orientata a pensare alla Sicilia con una nostalgia tale che- come si evince anche dalle sue opere-  ha innescato il tema del “nostos”, cioè del viaggio simbolico di desiderio della propria cultura.

In tal senso l’incontro di sabato è stato un momento di condivisione della riscoperta delle proprie radici sicule intese in termini linguistici, gastronomici, tradizionali e culturali, un vero e proprio divagare tra terre, marine e amurusanze, simbolo di una Sicilia intesa come luogo di ogni desiderio.