La faida familiare con due omicidi, approda al Riesame

Approda al Tribunale del Riesame di Palermo l’inchiesta sulla presunta faida tra due famiglie di Palma di Montechiaro che, fra il 2015 e il 2017, ha provocato due omicidi, quello di Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di una pizzeria a Palma, e quello di Salvatore Azzarello, crivellato di colpi di arma da fuoco al Villaggio La Loggia. La scintilla che avrebbe armato le due famiglie il furto di alcuni attrezzi agricoli.
Gli avvocati Santo Lucia e Giuseppe Vinciguerra, hanno impugnato le nove misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, su richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo.
Adesso saranno fissate le udienze al Tribunale della Libertà dove saranno discussi i provvedimenti restrittivi, scattati il 21 luglio scorso, ed eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Licata, e dal personale della squadra Mobile di Agrigento.

Ad uccidere Rallo, secondo la Procura, sarebbero stati Angelo Castronovo, 63 anni e Salvatore Azzarello, 37 anni. Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di ammazzare Salvatore Azzarello: Giuseppe Rallo, 27 anni; Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo, 27 anni e lo stesso Angelo Castronovo, 63 anni, quest’ultimo avrebbe fornito le armi.
In carcere sono finiti Ignazio Rallo, Roberto Onolfo, e Angelo Castronovo. Arresti domiciliari per Pino Azzarello 39 anni, e Carmelo Pace, 58 anni. Obbligo di dimora per Giuseppe Azzarello, 22 anni; Giacomo Alotto, 61 anni; Gaetano Gioacchino Burgio, 48 anni e Giuseppe Giganti, 43 anni, e Giuseppe Rallo.
Durante gli interrogatori di garanzia, soltanto uno degli indagati ha risposto alle domande del Gip, gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.