Illegittimo il depennamento dagli elenchi aggiuntivi delle GPS fatto dagli USP siciliani ai danni degli specializzati all’estero

L’estate 2021 è stata particolarmente “calda” per gli specializzati  nel sostegno all’estero. Come è noto,   il miur si rifiuta su riconoscere lo status di  Docente Specializzato “ma quest’anno- dice il coordinamento docenti italiani specializzati in Spagna- nello specifico si è superato nel danneggiarci. Per dare un breve chiarimento al lettore, precisiamo che, O.M. 60 del 2020, permette ai docenti in possesso di specializzazione conseguita all’estero in attesa di riconoscimento, di essere inserito con riserva  in graduatoria a patto di avere correttamente prodotto ed inoltrato domanda di riconoscimento. Nel marzo 2121 il Miur (o MI adesso dopo la recente suddivisione dal Ministero della ricerca e dell’universita’) ha emanato la nota n 51 che dà la possibilità di inserirsi negli elenchi aggiuntivi  della prima fascia delle GPS a tutti gli specializzati che hanno conseguito l’abilitazione entro il 31/07/2021 e agli abilitati all’estero con titolo gia’ RICONOSCIUTO, rimandando però per i tecnicismi all’OM 61 di cui sopra. Si precisa che, su sostegno, non si consegue un’abilitazione, ma una “SPECIALIZZIONE” e che al momento in Italia non esiste un solo riconoscimento (ergo facevano prima a scrivere NON POSSONO INSERIRSI IN GPS I DOCENTI CON SPECIALIZZAZIONE ESTERA?) a complicare il quadro di per sé già abbastanza confuso, si è aggiunto il dettaglio che, la piattaforma informatica predisposta dal MI per presentare le domande, dava la possibilità a noi docenti specializzati all’estero, di compilarla inserendo fra le altre informazioni la data di presentazione della domanda di riconoscimento. Questo ha fatto sì che tutti noi ci siamo inseriti in prima fascia perdendo la nostra posizione in seconda fascia e nelle graduatorie incrociate.
A fine luglio- continua la nota del coordinamento- è iniziato il balletto degli USP che hanno iniziato a depennarci dalle graduatorie, richiamando la nota 51 e, contestualmente, il bussines dei ricorsi, pagati a caro prezzo,  per essere reinseriti. A coronamento di tutto il MUR felicemente neo costituito, il 17/08, ha emanato una nota chiara come il sole a  mezzanotte dove in soldoni da ai titoli di specializzazione rumeni ed alcuni spagnoli, lo stesso valore che da al certificato di cresima. Peccato che giusto Il Consiglio di Stato, con la Sentenza del 19/7/2021 n. 05415/2021, aveva chiarito che  “la p.a è chiamata unicamente alla valutazione indicata dalla giurisprudenza appena richiamata, cioè alla verifica che, per il rilascio del titolo di formazione ottenuto in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno”. In questo scenario il lettore converrà che la nota ha il sapore del parmigiano sulla pasta con le vongole.
Un po’ perché c’era la palese chiara urgenza, per noi ricorrenti, di presentare la preferenza delle 100 scuole per gli incarichi (scadenza 20 agosto), un po’ perché sotto l’ombrellone , di fronte al mare, il mondo sorride a tutti il 17/08/2021, il Tar Palermo ha concesso con decreto monocratico un sospensiva delle esclusioni che  ci ha permesso di essere reinseriti in GPS, presentare la  detta preferenza e ottenere  quindi un incarico su sostegno da prima fascia. Ma qui entra in gioco la genialità di alcuni USP siciliani che decidono di “accantonare” i posti assegnati a noi specializzati all’estero, in attesa dell’udienza collegiale (previste fra settembre e ottobre 2021).
Un piccolo dettaglio trascurato è stato che nessuno ha chiarito il concetto di “accantonamento” ai dirigenti scolastici, che l’indomani delle assegnazioni (avvenute a Palermo con il favore delle tenebre la notte fra il 3 e il 4  settembre) ci hanno fatto firmare la presa di servizio. Molti di noi sono andati a scuola, partecipato a riunioni, sono venuti a conoscenza di dati sensibili, senza averne il diritto e senza avere diritto a una retribuzione. LAVORANDO PRATICAMENTE IN NERO per il Miur, salvo poi, dopo qualche giorno, vedersi stoppati davanti la porta d’ingresso  della scuola e revocati dal servizio, adducendo “mero errore materiale”. Ovviamente per firmare la presa di servizio farlocca, molti di noi hanno dovuto dare le dimissioni dal posto di lavoro perdendo anche il diritto alla  NASPI, per trovarsi, dopo 10 giorni, senza nulla in mano, manco il diritto allo stipendio maturato durante la settimana di lavoro.
Ma la telenovela spagnola non è finita… come nella sua migliore tradizione riserva ulteriori colpi di scena! Il Tar Palermo, con una nuova visione settembrina del problema “specializzati all’estero” decide dopo 10 giorni di attenta riflessione sul problema, che non è sua competenza e rigetta il ricorso per “difetto di giurisdizione” (tar Latina e Tar Cagliari stesso ricorso accolto.. ) dando però un colpo al cerchio e uno alla botte, poiché nella sentenza di rigetto richiama esplicitamente l’art 11 che sostanzialmente concede ai ricorrenti altri 30 giorni di cautelare per ricorrere a altro giudice.
Gli USP che hanno iniziato a depennare stanno violando un dettame sostanzialmente del Tar Sicilia. E stanno facendo una cosa gravissima. Anche perché il 13 ottobre è prevista l’ulteriore udienza del CGA.
Fondamentale anche l’appuntamento del 5 ottobre al Tar Lazio per la discussione del medesimo ricorso per i ricorrenti di altre regioni.
Noi docenti specializzati all’estero siamo stanchi di essere bollati come “ladri” “delinquenti” “quelli che si sono comprati il titolo”. Siamo docenti che hanno scelto di arricchire il loro curriculum usando un’alternativa proposta e pubblicizzata ovunque anche dagli stessi sindacati, ragion per cui non capiamo questo accanimento.
Chiediamo- conclude la nota- di potere andare a testa alta e di avere delle risposte una volta per tutte. Se il nostro percorso è valido e riconoscibile pretendiamo che ci sia dato il rispetto che meritiamo. Se non è valido allora che siano bollati come “truffatori” e puniti  tutti coloro che lo propongono e lo pubblicizzano.
Questo dire e  non dire, fare e non fare, va solo a discapito di chi ha studiato e vorrebbe solo poter lavorare serenamente, nonché e soprattutto, dei ragazzi che si trovano in classe sprovvisti del necessario supporto.
Si facesse chiarezza una volta per tutte”.