Il “Mattone del mondo” sulla tomba del beato Rosario Livatino

E’ partito dal “Museo dei sogni e della memoria” di Feltre, in provincia di Belluno, lo scorso 22 agosto, e dopo 1500 chilometri attraverso l’Italia, arriverà a Canicattì il prossimo 13 settembre nel corso di una staffetta ciclistica. Si tratta del “Mattone del mondo”, una mattonella in vetro in cui sono racchiusi “pugni di terra” provenienti da ben 199 Paesi del mondo. Il mattone itinerante verrà poi depositato definitivamente sulla tomba del giudice Rosario Livatino, oggi Beato, in suo ricordo, dopo una breve sosta al chilometro 10 della statale Canicattì – Agrigento, dove venne assassinato il magistrato e dove il collaboratore di giustizia Pietro Nava vide e fornì con la sua preziosa testimonianza, descrizioni utili per individuare i killer mafiosi che vennero poi arrestati e condannati. 

Ma partiamo innanzitutto da questo singolare museo. L’hanno chiamato “Museo dei sogni e della memoria” ma più che un museo si tratta un “viaggio” attraverso il mondo. Questo museo si trova in Veneto, nei locali di una vecchia fattoria gestita dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno. L’idea nello specifico era balenata ai ragazzi e agli educatori di Villa San Francesco, una casa-famiglia per minori in difficoltà di quella zona. Il museo si basa sul concetto che l’umanità condivide lo stesso destino. “Tutto quello che succede sulla terra – dice il direttore, Aldo Bertelle, ex arbitro di calcio che dal 1974 ad oggi ha fatto da padre a 1500 ragazzi difficili guarendoli con l’arte e la creatività – tocca ciascuno di noi. E allora è il caso di provare a conoscere le storie lontane, di leggerle attraverso i sogni e i simboli. Così abbiamo scritto ai rappresentanti di tutti i Paesi chiedendo di mandarci i loro sogni. Abbiamo chiesto ai Responsabili del bene comune di ogni Paese del mondo, un pugno di terra come simbolo della loro vita, del loro sogno, quello reso vivo nella vita dei cittadini di ogni Paese. Da tutti i continenti, in risposta, sono arrivate terre e simboli che tengono vivi sogni e ricordi. All’epoca 199 plichi di richiesta ufficiale furono indirizzati per via diplomatica ai Rappresentanti di ogni Paese e partirono dalla Camera dei Deputati della Repubblica Italiana. Invii strettamente in ordine alfabetico, dalla A di Afghanistan alla Z di Zimbawe. Nel 2018, nel settantesimo anno di vita della Comunità, venne poi avviata la restituzione di parte di queste terre con i 199 “Mattoni del mondo” a tutti i Rappresentanti Ufficiali di ogni Paese, destinatari quindi gli oltre 7 miliardi di persone. Quel giorno in 70 Paesi, 70 musicisti alla stessa ora, hanno suonato una nota di benvenuto, di festa, in 70 località differenti certamente, ma animate tutte dal bisogno di amare la terra, che è di tutti, perché bene avuto solo in prestito.”

La speciale mattonella ideata dai ragazzi, in questi giorni verrà scortata lungo tutta l’Italia da ciclisti amatoriali, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e i Comitati di Feltre e Belluno. Il “Mattone del mondo” è già stato consegnato nelle mani di Papa Francesco in Vaticano e per Vie Diplomatiche ai Rappresentanti Ufficiali dell’Etiopia, dell’Ecuador, della Thajlandia, delle Filippine, della Palestina, dell’Uruguay, del Mali, del Canada e del Guatemala. L’iniziativa è anche promossa dal Cif, Centro italiano femminile. Diciannove tappe attraverso lo Stivale per portare a destinazione il mattone che contiene le terre di tutti i 199 paesi del mondo mescolate tra loro senza possibilità di distinguerle o separarle: un simbolo della pace e della fratellanza tra i popoli .

Nelle bisacce dei ciclisti in giro per l’Italia, oltre al mattone del mondo, anche del sale, dell’acqua, delle monete, dei semi e un quaderno per gli appunti di viaggio. Simboli diversi di impegno, memoria, speranza e ritorno alla vita.

Dopo aver fatto tappa a Feltre, Bassano del Grappa, Mestre, Comacchio, Cesena, Urbino, Assisi e Narmi, il “mattone del mondo” è giunto a Roma per proseguire nella staffetta fino a Terracina, Castelvolturno, Vico Equense. Sarà poi la volta di Agropoli, Maratea, Paola. Le ultime tappe, dal 10 settembre in poi, saranno Tropea, Messina, Randazzo,  e Regalbuto come detto arriverà a Canicattì.

Superfluo chiedere a che serve tutto ciò: “I ricordi diventano vini e si fanno coscienza – sorride il promotore Aldo Bertelle. – La strada è il nostro cammino e quindi la nostra memoria!”

 

LORENZO ROSSO