“Hanno chiesto il pizzo a due imprenditori”: condannati boss e suo braccio destro

I giudici della Corte d’Appello di Palermo (presidente Giacomo Montalbano), hanno ribaltato la sentenza di primo grado, e disposto la condanna a 6 anni di reclusione del capomafia della famiglia mafiosa di Agrigento, Antonio Massimino, di 51 anni, e a 5 anni del suo braccio destro Liborio Militello, di 52 anni, di Agrigento. Entrambi sono accusati di aver chiesto il “pizzo” a due imprenditori agrigentini Ettore e Sergio Li Causi.

In primo grado il Gup del Tribunale di Palermo Fabrizio Molinari aveva assolto Antonio Massimino, mentre aveva condannato a quattro anni di reclusione Liborio Militello. I due erano stati arrestati nel corso di un’operazione della Dia di Agrigento, nel novembre 2016.

Tre le presunte richieste estorsive contestate, ai danni dei due imprenditori, due dei quali annullati dal Riesame, “perché ritenuti insussistenti”. La cosiddetta richiesta di “pizzo” sarebbe consistita, in particolare, nell’essersi Militello recato presso il cantiere degli imprenditori agrigentini, impegnati nella costruzione di alcune palazzine, e a nome e per conto del boss Massimino, avrebbe chiesto la “messa a posto”.