Governo Crocetta “taglia” il Cupa di Agrigento

Ennesimo “grido” di Cgil, Cisl e Uil: “Quale sarà il destino del Cupa di Agrigento?”

I Segretari Generali di CGIL CISL UIL di Agrigento, rispettivamente Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, in una lettera indirizzata tra gli altri al Presidente della Regione Sicilia On. Rosario Crocetta, esprimono tutta la loro indignazione, preoccupazione e delusione in merito al destino del Cupa di Agrigento.

“L’art. 9 della legge Finanziaria 2017, se non subisce modifiche dall’Aula dell’ARS- scrivono i tre Segretari  Sindacali- riforma la “governance” ed il finanziamento ai Consorzi Universitari, ma riduce di 2.000.000,00 di Euro il Capitolo 373718, destinato  ai suddetti Consorzi che saranno costretti a chiudere. Lo stesso art. 9 prevede l’uscita definitiva dei Liberi Consorzi abrogando la legge n.15 del 4/08/2015 che prevedeva il mantenimento della quota di partecipazione dei Liberi Consorzi nei Consorzi Universitari”.    

“Oltre a tutto il danno,  creato da due anni di calvario- continuano- ora arriva anche la beffa con l’art.9 alla legge finanziaria 2017, dove il Dipartimento regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, riconosce un contributo annuale a titolo di rimborso delle spese di trasferta del personale docente impegnato nelle sedi decentrate delle Università della Sicilia: non si capisce come si manterranno i consorzi Universitari Siciliani senza il riconoscimento delle spese di funzionamento e per il personale amministrativo“.

Secondo Raso, Saia ed Acquisto il Governo della Regione con questo articolato, senza alcun dibattito, finisce con il cedere queste strutture da strutture del Territorio e delle Comunità Locali alle Università Siciliane, “non curandosi minimamente di capire né che fine faranno quanti, in tutti questi anni, hanno tenuto in vita queste strutture, né quale progetto di sviluppo hanno in mente le Università”.

Se si guarda in effetti a come l’Università di Palermo si è ritirata da Agrigento si hanno buoni motivi per essere preoccupati.

I sindacati chiedono un intervento con forza,  per correggere tale previsione che, se confermata, condurrà a morte certa il CUPA a meno che- si legge nella lettera- “questo non sia quello che Vi prefiggete, ma in questo caso avete il dovere di dichiararlo e di assumerne per intero la responsabilità che dovete spiegare non solo ai Lavoratori del CUPA, ma anche agli Studenti ed alle Famiglie Agrigentine! Questa preoccupazione non è solo la nostra ma anche delle strutture analoghe al CUPA che sono sparse nelle varie provincie della Sicilia”.

La lettera si conclude con la richiesta, da parte dei tre esponenti sindacali, di un incontro urgente per capire ufficialmente e definitivamente qual è la posizione della Regione Siciliana. Ai Sindaci, specie a quelli che hanno sostenuto con forza la necessità del superamento dell’esperienza Immordino con la nomina dell’Avv.Armao, chiedono invece pubblicamente di “battere un colpo” per comprendere se condividono questa impostazione governativa oppure se anche loro “pretendono definitiva chiarezza su cosa deve essere l’Università nelle provincie siciliane”.