Focus on Lorenzo Ambrosin: “THE TRIGGER”

FOCUS ON LORENZO AMBROSIN: “THE TRIGGER”

Giocatore: LORENZO AMBROSIN

Nato il 7 Ottobre 1997

Team: FORTITUDO MONCADA AGRIGENTO

Soprannome: THE TRIGGER

 

Tra i protagonisti della stagione 2017/18 della Fortitudo Moncada Agrigento, c’è sicuramente Lorenzo Ambrosin. L’ala in forza al roster biancazzurro è stato autore di un’ottima prova nella partita vinta contro la Givova Scafati, mettendo a referto 10 punti – leggermente sopra la sua media stagionale – con il 40% nel tiro da tre (2/5), conditi da 3 rimbalzi e la freddezza nei tiri liberi segnati nei convulsi minuti finali del match.

Arrivato la scorsa estate facendo un doppio salto di categoria, ovvero dal Basket Club Jesolo, squadra che milita nella serie C Gold, Ambrosin ha messo subito in evidenza le sue eccellenti doti tecniche espresse sia in fase offensiva (più di 9 punti a partita con il 50% dal campo e il 32% da tre), che in fase difensiva grazie a un ottimo senso della posizione che lo rende spesso decisivo a rimbalzo (3 rimbalzi a partita).

“Gli insuccessi del primo mese dell’anno sono la conseguenza di infortuni – commenta Ambrosin – fare a meno del nostro capitano Marco Evangelisti non è stato facile, se a questo aggiungiamo l’infortunio di Jalen Cannon a Reggio Calabria e l’epidemia influenzale che ha colpito tutti, compreso il nostro coach, capiamo che quello non è stato un periodo facile. Non cerco alibi – aggiunge l’ala piccola della Moncada – ma in quel periodo del campionato ci siamo trovati ad allenarci in 5 o in 6, ed è stata dura preparare le partite in quelle condizioni”.

Arrivato la scorsa estate facendo un doppio salto di categoria, ovvero dal Basket Club Jesolo, squadra che milita nella serie C Gold, Ambrosin ha messo subito in evidenza le sue eccellenti doti tecniche espresse sia in fase offensiva (più di 9 punti a partita con il 50% dal campo e il 32% da tre), che in fase difensiva grazie a un ottimo senso della posizione che lo rende spesso decisivo a rimbalzo (3 rimbalzi a partita).

Il giocatore ha dimostrato anche di avere ottima personalità nella sfida vinta domenica, quando Agrigento, dopo aver chiuso la prima parte di gara con un vantaggio netto, ha poi rischiato di essere ripresa dagli ospiti che sono arrivati a pochi minuti dalla fine a -1.

“Scafati nel terzo quarto – spiega Ambrosin – è entrata in campo con più energia, grande grinta ed ha messo a segno canestri importanti. Devo ammettere – aggiunge – che ci siamo un po’ disuniti e non abbiamo fatto rotare la palla come dovevamo, poi per fortuna ci siamo ricompattati e l’abbiamo portata a casa”.

Essere arrivati a pochi minuti dal termine con cinque punti consecutivi ad un solo possesso di svantaggio da Agrigento, ha messo grande pressione alla Moncada.

“Sarei un bugiardo – afferma ancora il giocatore originario di Jesolo – se non ammettessi che abbiamo avuto paura di perdere, d’altra parte noi in campo proviamo le stesse emozioni che sente chi ci segue dalla tribuna, per fortuna nelle fasi finali siamo riusciti a reagire come dovevamo”.

Oltre alla forza del gruppo ci è voluta tutta la classe di Evangelisti e poi ancora Lovisotto (12 punti) per tenere a distanza i salernitani che comunque non hanno mai mollato. La freddezza di Ambrosin ai liberi e l’errore finale di Crow su una rimessa hanno consegnato la vittoria, la terza nelle ultime quattro uscite, alla Moncada. Tutte queste situazioni, comprese le concitate finali di partita sono state esaminate in sala video. Coach Ciani, prima di passare allo studio del prossimo avversario (Biella), ha fatto rivedere alcune fasi della partita di domenica scorsa. La squadra anche ieri si è allenata al PalaMoncada. Ambrosin continua a sognare con il resto della squadra di riuscire a battere nuovi record. “Ad Agrigento sto benissimo – ha detto – mi piace tutto, se proprio devo trovare qualcosa che non va è la lontananza da casa, per il resto qui sto veramente bene”. A chi gli chiede quali sono le situazioni tattiche che preferisce, risponde : “Cerco di cogliere le occasioni che la partita mi dà, chi è più bravo a sfruttarle alla fine vince le sfide”.

 

Michele Bellavia