Falsi e frodi fiscali da 100 milioni ad Agrigento: altri 4 arresti

Criminal drinks, loperazione coordinata dalla Procura di Agrigento ha portato al fermo di 16 persone in tutta Italia

La Polizia Giudiziaria ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Agrigento dr Stefano Zammuto, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Maggioni.  

Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione “Criminal Drinks”. Giudiziaria ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Maggioni.
Si è in tal modo conclusa la seconda fase dell’indagine denominata “Criminal Drinks”, che ha portato, già nel luglio del 2016, all’esecuzione di 16 fermi in tutta Italia e che, attualmente, vede oltre 47 indagati.
L’indagine, come noto, concerne un’associazione per delinquere a carattere transnazionale dedita ai falsi ed alle frodi fiscali.

 

Quest’organizzazione – costituita da diversi sottogruppi – dapprima istituisce e poi gestisce fittizi depositi fiscali di prodotti alcolici, per mezzo dei quali viene simulata la movimentazione di ingenti quantitativi di birra e spiriti verso tali depositi che, in realtà, ivi mai materialmente giungono.

La strategia criminale ha consentito – e tuttora consente – ad una pluralità di soggetti esteri, “clienti” dell’organizzazione criminale, di beneficiare, economicamente e finanziariamente, dell’apparente trasferimento delle merci in Italia (presso i vari depositi fiscali fittizi).
Partendo da un primo deposito a Favara nel settembre 2014, le indagini in progress hanno svelato l’esistenza di almeno altri 8 depositi fiscali fittizi in tutta Italia.

Gli interessi economici ruotanti intorno alla vicenda illecita ammontano – ad oggi – ad una cifra che, con stima prudenziale, si avvicina ai 100 milioni di €.

Specificamente, venerdì 11 novembre 2016 è stata data esecuzione, a Cassino e Bari, a due ordinanze cautelari disposte dal GIP di Agrigento : arresti domiciliari per Pierino Del Maestro, 70 anni, “operatore informatico” presso i depositi fiscali di Tortona (AL), Genova, Portalbera (PV) e Torino; custodia cautelare in carcere per Pierpaolo Palmisano, 33 anni, ritenuto “organizzatore e capo” del sodalizio criminale.
Particolarmente significativa l’odierna esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere disposta sempre dal Gip di Agrigento nei confronti di Nicola Zocchi, 45 anni, e Simone Monfrecola, 36 anni, avvenuta appena i due ( anch’essi considerati organizzatori/capi” del sodalizio criminale), sono giunti sul territorio italiano, all’uscita dal traforo del Monte Bianco.

Le indagini sono svolte congiuntamente dalla Compagnia della GDF di Agrigento e dall’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle, che si sono avvalse, per l’esecuzione delle ordinanze cautelari, dell’importante contributo dei diversi uffici/reparti omologhi del territorio nazionale.

Le indagini – dirette dal Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, dal Procuratore della Repubblica Aggiunto Ignazio Fonzo (nella foto) e dal sostituto procuratore Andrea Maggioni – proseguono essendo in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali altre responsabilità.