Estorsioni a clienti disabili, approda in appello la vicenda di avvocatessa

Approda in appello la vicenda che vede coinvolta l’avvocatessa agrigentina Francesca Picone, di 45 anni, e la sorella Concetta, di 47 anni, già condannate in primo grado, rispettivamente, a 4 anni di reclusione, e 1 anno e 8 mesi, dal Gup del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato. Secondo l’accusa l’avvocatessa avrebbe “estorto o tentato di estorcere denaro alla madre di tre figli disabili, e a un nucleo familiare di un vedente”. La prima udienza, davanti ai giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo (presieduta da Giacomo Montalbano), è fissata per il 16 aprile prossimo.
Le sorelle Picone sono difese dagli avvocati Annalisa Russello e Angelo Farruggia. Le parti civili sono rappresentati dagli avvocati Salvatore Pennica, Gisella Spataro, Arnaldo Faro e Giuseppe Arnone. Le presunte persone offese sarebbero state minacciate se non avessero pagato una somma ulteriore rispetto all’onorario richiesto dall’avvocatessa.