Didattica a distanza e la scuola non si ferma, la preside: non vedo l’ora di riabbracciarli tutti

Il buon esempio dei bambini della Lauricella

I telegiornali non fanno altro che parlare di coronavirus. Non si può andare a scuola ed è necessario rimane a casa. E allora i bambini di Agrigento stringono matite e pennarelli tra le dita e si esprimono con il linguaggio che meglio conoscono. Disegnano e scrivono pensierini anche sul coronavirus. Come Chiara di 6 anni, che sintetizza così il suo umore: “Restiamo a casa”. O Virginia, anche lei prima elementare, che disegna a caratteri cubitali lo slogan “Io resto a casa” che sovrasta una casetta colorata di arancione. Poi c’è Giuseppe che rappresenta un albero verde e rigoglioso: “Non vedo l’ora di tornare all’aria aperta”. Tre casette, tutte uguali ma con diversi contenuti, suono, apparecchio e studio. Tre delle cose che i bambini possono fare tra le mura di casa. (Guarda tutti i degni – clicca qui)

Tantissimi bambini e bambine di Agrigento costretti a casa dalla situazione emergenziale, non si sono dati all’ozio. Studiano e una volta tanto nessuno li rimprovera di usare la tecnologia, perché è l’unico strumento che adesso consente loro di rimanere in contatto con la classe.

La preside, Annarita Gangarossa: non vedo l’ora di riabbracciarli tutti: 

In un momento particolarmente difficile per il nostro Paese, la scuola continua a lavorare per garantire, al meglio, il diritto allo studio a ciascun alunno. Con la sospensione delle attività didattiche, tutto il personale docente è stato investito da una nuova responsabilità: attuare la didattica a distanza e cimentarsi con canali informativi e comunicativi nuovi per la loro professione. Con impegno e dedizione siamo riusciti immediatamente a creare quel legame necessario perché i bambini non si sentissero lontani dalla loro scuola, dalla didattica e dai loro docenti. Immediatamente abbiamo sentito, seppur a distanza, di far parte di un’unica comunità che aveva bisogno di dare nuove risposte alle nuove sfide che ci venivano lanciate da questa emergenza sanitaria. Ai miei alunni, piccole e grandi, rivolgo un pensiero affettuoso: State dimostrando anche in questa occasione che siete bambini giudiziosi e maturi. Nonostante ci siamo ritrovati a vivere un’esperienza scolastica nuova e insolita, sappiate che non siete soli e che la vostra preside, insieme e tutto il personale scolastico, continua quotidianamente a dare il massimo perché nessun giorno vada sprecato per la vostra crescita personale. La scuola vi aspetta. sicuramente da questa esperienza ne usciremo tutti più ricchi e più formati. Un abbraccio virtuale a tutti!