Candidatura Agrigento a capitale della cultura 2025, Belushi: “Si dovrà iniziare con il piede giusto”

Per il titolo del 2020,  Agrigento aveva fatto stare con il fiato sospeso: era arrivata in finale insieme ad altre 9 città. Ma, poi,  fu Parma ad essere eletta “Capitale della cultura”. Agrigento adesso ci riprova, si ricandida a Capitale Italiana della Cultura 2025. Il progetto di candidatura di Agrigento a Capitale Italiana 2025 sarà reso possibile in collaborazione con il consorzio universitario.  Agrigento ci riprova dunque. La capitale italiana della Cultura è una città che, ogni anno, viene designata dal Ministero dei beni e delle attività culturali: viene scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, dopo aver valutato i piani presentati da ogni amministrazione interessata a ottenere il riconoscimento, consente alla città vincitrice del bando di  mettere in mostra la sua vita e il suo patrimonio culturale per un intero anno. Dopo la notizia della candidatura dice la sua Antonio Barone, presidente del John Belushi: “La precedente amministrazione aveva tentato con un significativo sforzo, va riconosciuto, di proporsi già per il passato e tragico 2020 ma la scelta era caduta sulla città di Parma. Uno sforzo che aveva chiesto a persone autorevoli, enti e soggetti vari di “immaginare” una Città Nuova che sapesse attrarre il mondo dei viaggiatori d’arte e di cultura. Non conosciamo il “retroterra” culturale della Città emiliana ma abbiamo la presunzione di conoscere bene quello della Città dei Templi. A scanso di equivoci: se l’attuale Amministrazione è determinata a intraprendere questo difficile e complicato percorso, da parte del Belushi non può che arrivare un apprezzamento. Ma questo percorso dovrà iniziare col piede giusto perché speriamo appaia chiaro che la realizzazione di un’importante vetrina come quella obiettivo del Sindaco Miccichè deve partire dalla costruzione di un’alternativa culturale nella nostra Città. Malgrado i proclami di cambiamento, abbiamo assistito al perdurare di una condotta miope (ne sono espressione la consueta clientelare modalità di assegnazione di contributi “a pioggia”) che continua a creare spreco ed evidenzia la totale assenza di una visione strategica e programmatica complessiva delle politiche culturali. Stiamo, ultimamente, osservando con preoccupazione la questione legata alla gestione del Teatro Pirandello che, Parco della Valle dei Templi a parte, risulta essere l’unica realtà istituzionale in Città. L’agrigentino Giovanni Taglialavoro in un recente scritto (settembre 2021) sulla rivista on-line “Suddovest”, citando alcuni eventi che, a nostro sommesso parere, andrebbero totalmente rivisti se non cassati, ha indicato una strada e alcune proposte rivolte a Amministratori e Operatori Culturali: l’obiettivo è, appunto, quello che Agrigento attragga culturalmente a tal punto che il turista, il viaggiatore, il cultore del bello, diano un senso alla propria permanenza in una Città nella quale il Mondo Classico e quello, diciamo, più globalizzato, possano essere talmente in simbiosi da costituire un tutt’uno di piacevole accoglienza. Ma, ribadendo concetto antico, riteniamo che ciò non basti e non basterebbe se iniziative di “facciata” e di mero richiamo turistico non venissero precedute da una reale crescita culturale della Città. Risulta perdente un’operazione culturale complessiva (forse è stato questo il solo limite di Agrigento 2020 – 2600 anni di Storia) che non veda una costante, quotidiana, attività di promozione della cultura, di consumo critico del “prodotto” culturale; e, dice bene Taglialavoro, necessita “pianificare con gradualità, realismo e radicalità una gigantesca opera di risanamento urbano” che a parere del Belushi deve generare un miglioramento della qualità della vita del cittadino soprattutto in quelle “sacche” ove è maggiore la presenza di alienazione ed emarginazione: esiste un’esigenza, forse ancora poco evidente, di una reale richiesta di partecipazione alla “cosa pubblica” che l’Amministrazione non sembra avvertire; il desiderio di persone, realtà aggregative e inclusive che si candidano a essere protagoniste per costruire il proprio sviluppo economico e culturale in una Città che si affaccia sul Mediterraneo e che del Mediterraneo è porta di ingresso per l’Europa e deve essere esempio di integrazione dei Popoli del pianeta.”