Calcio: 5 curiositá sullo sport piú seguito d’Italia

Quasi 300 milioni di persone in tutto il mondo giocano a calcio e la quantità di persone che guardano questo sport è altrettanto sbalorditiva. Si tratta della disciplina sportiva più popolare al mondo ed è lo sport nazionale di oltre 60 nazioni diverse, fra cui ovviamente anche l’Italia. Con centinaia di anni di storia alle spalle, il calcio ha collezionato alcuni aneddoti interessanti, vediamo oggi le 5 curiositá sullo sport piú seguito d’Italia.

  1. Ahn Jung-hwan: la rovina del calcio italiano

Il calciatore coreano, Ahn Jung-hwan, che ha segnato il golden gol che ha fatto uscire l’Italia dalla Coppa del Mondo del 2002 agli ottavi di finale, perse in quell’esatto momento il contratto con il Perugia, il club italiano con cui giocava, per essere stato, secondo il presidente Luciano Gaucci, “la rovina del calcio italiano”. La squadra avrebbe poi riaperto le porte al giocatore che peró, dopo le offese subite, ha rinunciato di sua spontanea volontá a tornare.

Quell’anno in realtá, l’Italia non aveva brillato nelle partite precedenti, ma i tifosi credevano comunque in una sua vittoria. Quelli di loro appassionati di scommesse e pronostici, cercano sempre qual è il miglior sito di scommesse online per poter puntare sulla vittoria della propria squadra del cuore. Nel caso di questa partita, le scommesse volevano un’Italia vittoriosa, peccato peró che le cose andarono diversamente.

2) L’azzurro della maglia italiana

La maglia azzurra è l’uniforme utilizzata nelle competizioni sportive a livello internazionale, non solo nel calcio, ma anche nello sport in generale. Ma come mai si è scelto questo colore, considerato che nella bandiera italiana di azzurro non troviamo proprio niente? Le ragioni sono chiaramente storiche e questo colore risale addirittura al 20 giugno 1366 quando il conte Amedeo VI di Savoia mise sulla sua nave, con cui era diretto ad una crociata, una bandiera azzurra, colore conosciuto come “blu Savoia”. Anche nel 1527, il duca Emanuele Filiberto I di Savoia obbligó gli ufficiali delle forze armate ad indossare una fascia azzurra; questa usanza fra l’altro è ancora attiva.

Il 6 gennaio 1911 il “blu Savoia” entra ufficialmente nel mondo dello sport, in occasione della partita Italia-Ungheria disputata presso l’Arena di Milano. Si scelse il colore azzurro per le divise sportive italiane appunto perché questo era il colore di Casa Savoia.

 

3) UFO e calcio

Il 27 ottobre 1954 si disputó una partita particolare. Durante l’incontro a Firenze tra Fiorentina e Pistoiese, l’attenzione del pubblico e dei giocatori fu rapita dall’avvistamento di misteriosi oggetti volanti. Tutti rimasero talmente scioccati dalla visione che la palla rimase ferma sul campo e nessuno la toccó. L’arbitro non ebbe altra scelta che sospendere la partita – l’unica nella storia per questo motivo – per la “presenza di qualcosa nel cielo”. Chissá, forse si trattava di tifosi provenienti da altri mondi che solo volevano godersi una partita dal vivo…

4) La “zona Cesarini”

In gergo calcistico con “zona Cesarini” si identificano i minuti conclusivi di una partita e quelli eventuali di recupero. L’espressione è anche fuoriuscita dal campo di calcio per andare ad indicare, nella lingua comune, fatti o situazioni in cui si è posto rimedio all’ultimo. Ma da dove deriva questo modo di dire? L’espressione deriva dal calciatore Renato Cesarini, mezz’ala della Juventus durante i primi anni Trenta, conosciuto per la sua capacitá di segnare quando la partita era ormai vicina al termine. Il primo utilizzo dell’espressione si è avuto il 13 dicembre 1931 durante l’incontro Italia – Ungheria per la Coppa Internazionale in cui, appunto, un gol di Cesarini al 90’ consacró la vittoria della Nazionale Italiana.

5) Una partita da Guinness dei Primati

Ecco una curiositá che riguarda il calcio a livello internazionale: la partita che detiene il record del piú ampio scarto di gol fra due squadre di calcio. Il 31 ottobre 2002 si tenne presso lo Stade Mahamasina di Antananarivo in Madagascar la partita fra l’AS Adema e SO de Emyrne. Come protesta nei confronti di una decisione arbitrale, i giocatori del SO de Emyrne realizzarono la bellezza di 149 autogol, letteralmente partendo dal primo fino all’ultimo minuto della partita. Alcuni spettatori, indispettiti, chiesero il rimborso del biglietto, ma l’arbitro, pur trattandosi di una partita controversa, non interruppe il suo svolgimento.