Artigianato in Sicilia: per una nuova azienda che nasce due chiudono

Artigianato in Sicilia: per una nuova azienda che nasce due chiudono

Segnali negativi arrivano dagli ultimi dati messi a disposizione da Confartigianato relativamente alle aziende artigiane presenti sul territorio siciliano. Nel primo trimestre del 2018 sono state 812 le nuove attività che sono state create, a fronte però della chiusura di 1516 aziende. Dal 2009 a oggi un crollo decisamente rilevante, superiore al 12%, che mostra come l’artigianato siciliano sia in una profonda crisi da cui non riesce al momento a risvegliarsi.

 

Analizzando nel dettaglio i dati, si può notare come tutti i comparti del settore artigianato facciano registrare in Sicilia numeri negativi.  Ad esempio, nelle costruzioni di edifici, a fronte di 70 iscrizioni si sono registrate 220 cessazioni non d’ufficio, mentre i lavori di costruzione specializzati, che costituiscono il 16,5% dell’artigianato, registrano un saldo negativo di 110 unità. La situazione, guardata a livello provinciale, sottolinea come i dati negativi riguardano tutti i principali capoluoghi di provincia siciliani. Il tasso di sviluppo si è abbassato di molto a Caltanissetta, Messina ed Enna, ma la situazione delle altre realtà non è di molto migliore.

 

Una boccata di ossigeno per lo sviluppo delle piccole e medie imprese artigianali è sicuramente legata all’erogazione di prestiti che possano consentire a queste realtà di investire e svilupparsi. In quest’ottica risulta di particolare importanza il ruolo di operatori del settore come ING Direct, in grado di mettere a disposizione dei prestiti per aziende veloci, sicuri, con strumenti flessibili in grado di venire incontro alle singole esigenze dell’artigiano, con tassi personalizzati e condizioni trasparenti. Solo attraverso formule di prestito come queste i piccoli imprenditori possono programmare in modo stabile e sicuro il proprio futuro garantendo una propria competitività all’interno del settore.

 

Questa lenta moria del settore artigiano siciliano porta con sé il rischio di vedere sfumare la conservazione di un enorme patrimonio culturale dell’isola. Diversi musei presenti sul territorio conservano i reperti e rappresentano la memoria di un passato di mestieri che hanno fatto la storia di questo territorio. Dall’arrotino, alla sarta, u salinaru, sono mestieri di cui troviamo testimonianza nei libri e sulla rete, che raccontano uno “ieri” che non deve essere dimenticato e una tradizione che deve continuare, che può fungere da traino per un nuovo sviluppo e crescita della nostra economia.

 

Oltre agli Istituti di credito, svolge un ruolo importante anche quello delle Istituzioni, chiamate a mettere in campo iniziative e a legiferare per dare sostegno a un settore importante come quello delle aziende artigiane. Proprio in tale direzione va sottolineata l’iniziativa dell’emendamento presentato dalla deputata Valentina Palmieri, che è stato accolto dalla Giunta Regionale e rientrante in finanziaria, che prevede un finanziamento di un milione e mezzo di euro per la realizzazione di scuole di antichi mestieri e tradizioni popolari. L’accesso ai contributi sarà rivolto a tutti i comuni del territorio siciliano, attraverso apposito bando, una norma che serve a incentivare la tradizione e gli antichi mestieri di una terra la cui economia deve continuare a vivere grazie anche all’apporto del proprio artigianato.