Arriva ad Agrigento la nuova frontiera della pesca: tonni lasciati liberi di nuotare

Arriva anche ad Agrigento la nuova frontiera della pesca. Una nuova generazione di pescatori che lotta ad armi pari con un grosso pesce, lo porta sotto la barca con una tecnica particolare per poi lasciarlo libero. Ed ecco che succede ad Agrigento, nel mare di San Leone,  al porto nel pontile “mare nostrum” : un  socio  ha pescato quattro bei tonni e dopo averli slamati li ha rigettati in acqua  liberi di tornare a nuotare. Si potrebbe chiamare pesca sostenibile o meglio rispetto per il mare, inteso come patrimonio naturale e bene comune minacciato e da preservare. Sul piano pratico, questo significa evitare i comportamenti più dannosi per le specie ittiche e per gli ecosistemi marini che le ospitano. Fra questi, i prelievi eccessivi, gli sprechi inutili e le tecniche distruttive per i fondali. Ci sono specie di pesce che in alcuni mari sono sull’orlo dell’estinzione: il tonno  rosso,ad esempio,  ma anche altre sono vicine alla morte, come il tonno pinna gialla e l’alalunga.  Il rischio è che il mare si svuoti. L’indiziato numero uno è sicuramente la pesca che danneggia gli ecosistemi quando è eccessiva e viene condotta con sistemi distruttivi. La protezione delle zone di crescita e di riproduzione delle specie target della pesca è essenziale al fine di proteggere gli habitat e le comunità marine e garantire un rifornimento costante di individui alle popolazioni ittiche oggetto di pesca.