Agrigento, Forza Italia: “Abbiamo posto una questione politica”

Continua il botta e risposta all’interno della maggiorazione al consiglio comunale di Agrigento. Forza Italia, che con una nota nei giorni scorsi, ha acceso la miccia, interviene dopo le dichiarazioni del Sindaco e di altri esponenti di maggioranza: “La replica alle nostre legittime ed appropriate sollecitazioni, ci lasciano  quanto mai perplessi e rappresentano per noi- dicono Civiltà, Cantone e Gramaglia- motivo di delusione, ma, nello stesso tempo, di consapevolezza di avere toccato un nervo scoperto, cosa che ha portato ad una reazione scomposta sia del primo cittadino che di altri gruppi della coalizione di maggioranza. Gli slogan retorici del tipo “se non si condivide l’operato del Sindaco, allora, conseguenzialmente, bisogna lasciare gli incarichi amministrativi”, manifestano la pleonasticità della visione politico-amministrativa che attanaglia, fin dall’inizio, alcune frange della maggioranza. Noi abbiamo posto e poniamo un problema politico sostanziale, non  formale, e non ci lasciamo certo intimidire da frasi ed atteggiamenti frutto di sindrome da prevaricazione ed albagia. I cittadini hanno dato fiducia al Sindaco ed alle forze che lo sostengono, perché  si auguravano un cambio di passo, che purtroppo, finora, non c’è stato. Le tante problematiche preesistenti sono rimaste sepolte sotto il  tappeto impolverato dell’inefficacia dell’azione amministrativa. Nulla è migliorato, nulla è cambiato! Noi abbiamo chiesto e chiediamo, a gran voce,  che il Sindaco si riappropri della conduzione politico-amministrativa del Comune, senza vassalli, valvassori e, soprattutto, deus ex machina! Non accettiamo lezioni di “lealtà” da chicchessia: lo siamo stati e lo siamo, ma nessuno ci può obbligare o peggio, imporre, di subire supinamente e passivamente, uno stato di cose, che a nostro modo di vedere, non può andare bene. Lo dobbiamo ai nostri elettori – continuano i tre- che hanno riposto fiducia in questa Amministrazione; lo dobbiamo alla Città, che vive un momento drammatico, e che attende da noi risposte celeri, chiare e concrete; lo dobbiamo a noi stessi, per il senso di dignità umana e politica di cui siamo pervasi. Chi non comprende il senso della nostra critica costruttiva e propositiva, se ne faccia una ragione e, in particolare, faccia un bagno di umiltà,  riflettendo sulle nostre sollecitazioni per il bene della collettività”.