Agrigento, il codice della strada è un optional: serve ripasso di educazione civica

La Cassazione ribadisce il concorso di colpa del pedone che, attraversando fuori dalle strisce pedonali, non concede la precedenza ai veicoli e causa un incidente.

Un incidente è una cosa grave: la disattenzione dell’automobilista non è giustificabile.
Gli automobilisti agrigentini che non rispettano la precedenza dei pedoni sulle strisce sono sicuramente da condannare.
Perfetto. Ma quanti pedoni per attraversare la strada (Banca d’Italia/Poste italiane) si avvalgono delle strisce pedonali?
Perché in questa città molta gente (per fortuna minoranze) sono convinti di poter fare quello che vogliono?  Capita anche di vedere su un’auto ferma in doppia fila che blocca il traffico politici e addirittura amministratori.

Stendendo un velo pietoso sul fatto specifico, va detto che i dati relativi agli incidenti in città meritano una riflessione più approfondita. Innanzitutto, mentre spesso si tende a parlare di strade pericolose soprattutto per chi viaggia in bicicletta, pare che invece siano soprattutto motociclisti e pedoni a essere coinvolti in incidenti. Come mai?
In realtà cresce il numero delle vittime tra i pedoni, ma non in un contesto urbano. Non solo.
Prendendo come riferimento l’ultimo episodio verificatosi al Viale della Vittoria, salta all’occhio come in molti casi, le vittime sono over 65.

Quasi tutte sono state travolte da auto, ma spesso anche le moto sono coinvolte. Sicuramente questa fascia d’età è più a rischio perché preferisce andare a piedi, ma dobbiamo anche considerare un altro dato contrario alle aspettative: non è sempre colpa della velocità elevata di auto e moto, come si potrebbe affermare senza esitazioni.
Occorre che gli automobilisti agrigentini capiscano che il codice della strada non è un optional. La segnaletica non è facoltativa. Fermarsi allo stop, non superare in prossimità di strisce continue, o attraversare sulle strisce (quando ci sono), non è solo un obbligo, ma salva vite ed evita incidenti.

Si può educare forse ad un maggiore rispetto delle regole e a moderare la velocità, ma per farlo occorre che contribuiamo tutti. Cominciamo con l’ammonire, educatamente, chi si ferma in doppia fila a bloccare il traffico, chi parcheggia sui marciapiedi e chi pensa di agire come crede. Non tutto è perduto però. Anche attraverso una maturità nei nostri automobilisti la città può migliorare.

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