Agrigento si candida a diventare la città più cara d’Italia


Agrigento – Con la delibera di giunta n.38 del 6 dicembre scorso la giunta comunale di Agrigento, presieduta dal Sindaco Calogero Firetto, ha approvato un ulteriore aumento dei costi del servizio rifiuti in città da addossare ai cittadini, caricando sulla TARI ulteriori un milione e 300mila euro, che si aggiungono ai 15milioni e 700mila del costo precedente. Agrigento si candida, quindi, a diventare la città più cara d’Italia. Mentre è sotto gli occhi di tutti il caos sulla distribuzione dei contenitori per la differenziata, che ci mette alla berlina dell’universo mondo, la giunta si affretta a sovraccaricare i cittadini di ulteriori insopportabili oneri. La mozione di censura nei confronti dell’assessore Mimmo Fontana non può essere sufficiente per quietare le ire dei cittadini, quello che ormai è comunemente definito il caos dei rifiuti, unito al costo esorbitante delle bollette rappresenta un fallimento per l’intera amministrazione. Le risposte, la città le aspetta dal Sindaco, che è l’unico vero titolare dell’Amministrazione Comunale e che non può nascondersi dietro la foglia di fico delle eventuali, probabili dimissioni dell’assessore al ramo. Le decisioni non sono dei singoli assessori, ma sono del Sindaco. Il consigliere William Giacalone, portavoce delle forze di opposizione in aula Sollano, muove al Sindaco un’accusa precisa: non essere in sintonia con la città, non comprenderne e interpretarne i problemi e trincerarsi in una mera attività manageriale con i modesti risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Che sia l’occasione buona affinché il consiglio comunale ritorni a sintonizzarsi sulla città e cominci a difendere i cittadini con un’opposizione, oltre gli schieramenti, risoluta ed efficace. Un appello che non può rimanere inascoltato.

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